Scontri, fermi e polemiche. Davanti a Italpizza continua la protesta

I manifestanti tornano anche oggi ai cancelli dell'azienda, arginati dai reparti mobili. Ieri diversi sgomberi da parte delle forze dell'ordine e una contro-manifestazione di alcuni dipendenti solidali con la ditta

NOn si abbassa la tensione a San Donnino, dove anche stamane all'alba alcuni lavoratori e gli esponenti di Si Cobas hanno dato vita ad un picchetto con l'intento di bloccare i mezzi in transito fino a che non otterranno un nuovo confronto con l'azienda e la Prefettura. Stesso canovaccio di quanto accaduto ieri, dunque, dopo che lunedì si è riaccesa la protesta con la denuncia da parte degli autonomi del mancato rispetto degli accordi siglati a dicembre scorso.

Ieri si sono susseguiti diversi interventi della Polizia, che sta schierando i reparti mobili a difesa dei cancelli. Una lotta "di posizione" che è durata ore, con il tentativo dei manifestanti di fermare i camion e il conseguente intervento delle forze dell'ordine per sgomberarli. Gli scontri sono durati ore, senza gravi conseguenze fisiche per nessuno, ma con diversi episodi di colluttazione e qualche colpo violento.

Si Cobas ha denunciato poi un fatto particolare, che indubbiamente apre interrogativi e fornisce la misura di quanto la situazione sia ormai insostenibile: "Durante le cariche contro i lavoratori - racconta il sindacato fornendo anche un video che effettivamente riprende l'accaduto - le forze di polizia sono state coadiuvate dal servizio d'ordine di Italpizza, che ha perfino partecipato all'arresto di una lavoratrice e di suo marito, malmenati e portati poi in questura in stato di fermo". I due sono poi stati rilasciati e hanno ripreso il picchetto, dopo che gli stessi manifestanti si erano spostati da strada Gherbella fin sotto la Questura.

Nel pomeriggio ha poi avuto luogo una contro-manifestazione, con un centinaio di lavoratori che sono usciti nel cortile per protestare contro i picchetti che stanno causando il fermo della produzione dalle 17 di lunedì, scandendo a loro volta slogan contro i Si Cobas. Un gesto che ha ricevuto il plasuo della direzione aziendale e, viceversa, che è stato stigmatizzato dagli autonomi come una "messinscena a
beneficio della stampa fosse organizzata dall'azienda insieme alla Uil, sotto la minaccia di essere lasciati a casa".

Italpizza dal canto suo ha voluto ringraziare le Forze dell’Ordine che hanno "raccolto l’appello a far rispettare i principi previsti dalla Costituzione sul diritto al lavoro e alla libera impresa e che stamani, davanti ai cancelli dell’azienda, si sono adoperati per consentire il ripristino della produzione e la messa in sicurezza dei lavoratori, dato l’ennesimo tentativo di attacco di un esiguo gruppo di soggetti aderenti ai Si Cobas".

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