Scuole Medie Lanfranco con modello svedese, sono gli alunni che si spostano nelle classi

Per una settimana la Scuola Media Lanfranco affida una classe ad ogni insegnante, e a muoversi sono gli studenti. Si tratta di un modello svedese che permette ai ragazzi di essere più autonomi e agli insegnanti di avere più materiale a disposizione

La scuola media Lanfranco di Modena sperimenta nuovi metodi di apprendimento. Durante la settimana di pausa didattica, la prof. Cecilia Rivalenti ha proposto di provare la Didattica per Ambienti di Apprendimento (DADA), dopo aver visto in televisione quale efficacia aveva portato al Liceo Cabriola di Roma. Il modello è nato in Svezia e prevede che, anzi che far spostare gli insegnanti di classe in classe, a muoversi siano gli alunni. Le classi rimangono invariate, ma diventano autonome nei movimenti. 

"Abbiamo suddiviso la scuola in dipartimenti a seconda della materia - ha spiegato la prof. Rivalenti - gli studenti accedevano per esempio alla classe di matematica trovando un ambiente con strumenti, cartelloni e materiali inerenti alle scienze matematiche. Ciò ha permesso agli insegnanti di avere a disposizione un'aula da poter gestire come si credeva meglio, senza perdere tempo nella distribuzione dei banchi e con il materiale didattico a portata di mano".

Già il presidente del Liceo Cabriola aveva sottolineato gli innumerevoli vantaggi di questo sistema che loro adottano tutto l'anno: il movimento permette ai ragazzi di "ricaricarsi" ed apprendere di più, nonché di organizzarsi consapevoli di avere pochi minuti a disposizione, ma senza lasciare indietro i compagni con più difficoltà. 

"Da parte dell'insegnante - ha spiegato la vicepreside della Scuola Lanfranco - avere una propria aula diventa una motivazione in più per  proporre lezioni diversificate. Inoltre, avere aule predisposte su lezioni, significava che i ragazzi indietro in una materia potevano partecipare a lezioni dell'anno precedente, così come quelli più capaci avevano l'opportunità di sperimentare corsi più avanzati".

Alla fine della settimana è stato fatto un sondaggio sull'attività per capire la percezione avuta dagli insegnanti, dai genitori e dagli studenti. I più favorevoli a questo cambiamento sono stati gli studenti, di cui 83% vorrebbe ripetere nuovamente l'esperienza. Altrettanto soddisfatti i genitori, un pò meno gli insegnanti, di cui solo il 64% ha intenzione di ripetere l'esperienza. Questo dato è stato spiegato dalla prof. Rivalenti: "Abbiamo fatto tutto molto velocemente, probabilmente una progettazione più a lungo termine alzerebbe il livello di gradimento da parte degli insegnanti. Eravamo spaventati dai movimenti e sulla responsabilità individuale degli insegnanti. Abbiamo risolto dando ad ogni docente un'area da presidiare, così che i ragazzi potessero entrare in contatto anche con professori non del loro corso. Spero che l'esperienza si rifarà il prossimo anno".

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