'ndrangheta Aemilia, la Cassazione conferma 40 condanne

L'attesa sentenza ha di fatto confermato quanto emerso nei precedenti gradi di giudizio. Cinque persone andranno invece processate nuovamente. Riconosciuti 50.000 euro alle parti civili

Ieri la Corte di Cassazione, in tarda serata, si è pronunciata sulle sentenze d'appello emesse con rito abbreviato per 46 imputati del processo Aemilia contro la 'ndrangheta. Sono state confermate 40 condanne, ridotta la pena a due imputati e disposto un nuovo processo per quattro di loro. La sentenza certifica così in maniera inappellabile l'esistenza e gli affari sporchi degli uomini della cosca Grande-Aracri di Cutro, trapiantata nella provincia reggiana e nei territori limitrofi.

Nuovi  processi invece per l'ex consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani (esponente di Forza Italia) e Francesco Frontera, oltre che Francesco Lamanna (ritenuto dagli inquirenti referente del mantovano) e Michele Colacino, oltre che per Romolo Villirillo. Quest'ultimo sarà nuovamente giudicato dalla Corte d'appello di Bologna in relazione a due soli capi di imputazione: le false fatturazioni e il reimpiego di capitali di provenienza illecita in particolare nella zona della provincia di Piacenza. è quanto si legge nel dispositivo della sentenza. 

Per Gianluca Crugliano, definito dagli inquirenti un "soggetto dedito in forma non estemporanea alla consumazione di illeciti fiscali" è confermata la condanna, ma annullato il carattere della "ritenuta continuazione" dei reati. Pertanto la sua pena è stata rideterminata in un anno, due mesi e 20 giorni di reclusione. Per Michael Stanley Salwach, americano nato in Pennsylvania e residente in Lussemburgo, che nelle carte del processo è definito il soggetto "al quale possa essere ricondotta l'architettura di frode" viene invece esclusa la riconosciuta recidiva e continuazione degli illeciti. è pertanto rinviato a giudizio in altra sezione della Corte di Appello di Bologna per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Respinto infine in toto il ricorso di Domenico Mesiano -il funzionario infedele della Questura reggiana al soldo della cosca che minaccio' una giornalista- che è stato condannato ad otto anni e mezzo di carcere in secondo grado. Ed ora anche al pagamento delle spese del procedimento. 

Ammontano poi nel complesso a circa 50.000 euro le spese legali sostenute dalle parti civili del processo Aemilia contro che i giudici hanno disposto vengano risarcite loro dagli imputati. A Libera, (ad eccezione di Giuseppe Pagliani e Michele Colacino), gli altri 44 imputati verseranno ad esempio 15.000 euro (oltre accessori). Tutti e 46 gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato e sono passati per i due precedenti gradi di giudizio dovranno invece ora risarcire le spese sostenute dalle parti civili per il processo di terzo e ultimo grado. Sono quantificate, tra le altre, in 3.000 euro al Comune di Reggio Emilia e 5.000 alla Provincia di Reggio Emilia e i cinque Comuni reggiani di Reggiolo, Montecchio, Bibbiano, Gualtieri e Comune Brescello. Alla Provincia di Modena e al Comune di Finale Emilia vanno 3.000 euro, 8000 euro al consorzio Cna Fita e 10.000 a Confindustria. Il rimborso delle spese legali per presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell'Interno e Agenzia delle entrate è di 2.500 euro.

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