"Il Serpente di Fuoco". Intervista agli autori del fantasy modenese

Un fantasy tutto modenese quello di Sara Bosi e Massimiliano Prandini, in un viaggio narrativo tra i misteri del deserto e le meraviglie della Città del Sole

Con il romanzo "Il Serpente di fuoco" è il fantasy del momento scritto da quattro mani modenesi. Sono Sara Bosi e Massimiliano Prandini gli autori di questo romanzo in un viaggio narrativo tra i misteri del deserto e le meraviglie della Città del Sole.

Ecco l'intervista agli autori

Avete deciso di scrivere un libro a quattro mani. Come si riesce a creare una sola storia da due menti creative?

Sara: Io e Massimiliano facciamo parte del collettivo di scrittura Xomegap che lavora insieme ormai da più di dieci anni, per cui il processo ci è risultato abbastanza naturale. La scrittura collettiva, a quattro o più mani è un processo creativo stimolante, in cui sono necessarie stima per i colleghi, fiducia nel progetto e anche una buona dose di umiltà. Lavorare in sinergia per produrre un romanzo è una cosa complicata, vero, ma anche molto galvanizzante e motivante, soprattutto se la squadra è affiatata. Le discussioni ci sono state, ovviamente, ma si trattava di convincere il socio della bontà e della logica di un’idea e questo è un processo a cui ogni autore deve sottostare (pensiamo ai cosiddetti beta-lettori o più avanti all’editor della casa editrice) e che ovviamente non può che migliorare il risultato finale.

"Il Serpente di Fuoco" è un fantasy, un genere che in Italia è poco noto e molto snobbato. Perché questo fantasy dovrebbe piacere?

Max: Perché non è un fantasy. O piuttosto, lo è ma è certamente un fantasy atipico. Da Tolkien a Martin, che noi comunque amiamo moltissimo, siamo abituati a pensare che il fantasy derivi dal romanzo cavalleresco e contenga tutti o in parte i seguenti elementi: ambientazione medievale, castelli, foreste, guerre, magia, creature non umane. Ne “Il serpente di fuoco” non troverete niente di tutto questo, eppure chi legge il nostro libro non può fare a meno di identificarlo come appartenente al genere fantasy.

Sara: I romanzi che faranno parte delle Cronache di Murgo il Ramingo saranno essenzialmente storie brevi e autoconclusive, incentrate sui personaggi, in cui cureremo in particolare le ambientazioni sia dal punto di vista geografico che da quello antropologico. 
Abbiamo deciso di relegare la magia e l’elemento fantastico a parti più marginali perché questi romanzi possano essere apprezzati anche da quel pubblico che si lascia volentieri trasportare fra le pagine di un libro di avventura ma che è restio ad approcciare il mondo più classico del fantasy.  

Il genere fantasy a Modena come potrebbe prendere piede?

Max: direi che Modena, nel contesto di una città di dimensioni medio-piccole è già più orientata al fantastico di molte altre, anche se magari non particolarmente alla letteratura fantasy. Play e Buk sono, su due diversi versanti, molto importanti da questo punto di vista. Certo, se ci fosse una libreria specializzata che tutte le settimane organizza eventi collegati alla letteratura fantastica, come per esempio la Miskatonic University di Reggio Emilia…  

Vi siete ispirati anche alla vita modenese per scrivere questo romanzo?

Sara: Direi di no. L’ambientazione del Serpente di fuoco è talmente distante che elementi modenesi sarebbero stati fuori contesto. Murgo è un esploratore, i suoi viaggi lo porteranno (ci auguriamo) in luoghi molto diversi e anche molto distanti fra loro. Nel Serpente di Fuoco i suoi stivali calpestano un deserto che potrebbe essere quello della Namibia, nel romanzo che stiamo scrivendo ora lo ritroviamo nelle propaggini più settentrionali di un continente che potrebbe essere quello delle Americhe. E poi chissà, forse in uno dei suoi diari prima o poi potremmo anche trovare qualche accenno alle nostre terre natie.

Tre motivi per cui "Il Serpente di Fuoco" è un libro che non si può non leggere.

Max: Non si può non leggere perché è una bella storia: breve, semplice e lineare ma anche molto originale e ricca di sfumature. 

Sara: Perché vi trascinerà in uno dei luoghi più suggestivi ed estremi del nostro pianeta. E perché i personaggi della storia vi coinvolgeranno e, ne siamo certi, le loro vicende vi resteranno impresse in mente ben dopo che avrete voltato l’ultima pagina del libro.

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