Sgombero dei Map a Mirandola, sfrattato il macellaio del negozio vandalizzato

Stamane sono proseguiti gli sgomberi dei moduli provvisori per i terremotati di Mirandola, dove altre due famiglie straniere sono state allontanate in ottemperanza all'ordinanza comunale. Il provvedimento ha colpito anche il dipendente della macelleria islamica compita da un atto intimidatorio venerdì scorso

Questa mattina a Mirandola sono state sfrattate dai Moduli abitativi provvisori altre due persone, di origine straniera, che hanno dovuto lasciare le casette in cui si trovavano dall'estate del 2012 a seguito del sisma emiliano. Un provvedimento eseguito sulla scia di altri analoghi compiuti nei mesi scorsi, nell'ottica di smobilitare le cittadelle Map che la struttura commissariale e i comuni stanno perseguendo.

Due Map sono stati quindi liberati stamattina dai rispettivi inquilini: caso strano ha voluto che in uno di questi abitasse il macellaio del negozio di via Verdi, tristemente entrato nelle cronache locali lo scorso venerdì. Si tratta infatti del negozio oggetto di un atto intimidatorio con una bottiglia incendiaria che ne ha rovinato la vetrina e una scritta “Andate via” corredata da una svastica.

Lo sfratto non è passato sotto silenzio, per quanto non vi sia stata resistenza all'esecuzione. La particolare situazione di questi terremotati è stata denunciata da Aureliano Mascioli del comitato Sisma.12, che ha sollevato alcune questioni rilevanti: “ I due locatari avevano tutti i requisiti per abitare nel Map o, in linea alternativa, avere il canone di locazione agevolato, ma ci troviamo di fronte ad una situazione assurda, dove il Comune viene meno agli accordi che ha sottoscritto”.

Mascioli sottolinea infatti come vi sia un conflitto tra il contratto di comodato del Map da un lato, che autorizza l'inquilino a risiedervi fino a quando la casa originaria non torna agibile, e l'ordinanza di sgombero dall'altro. In ogni caso i terremotati in questioni, ma anche altri, si erano resi disponibili a lasciare le strutture per permettere che venissero smantellate, ma a patto che fosse il Comune (o la struttura commissariale) a farsi carico di una nuova sistemazione, che sul mercato privato non riuscivano ad ottenere per le scarse disponibilità economiche immediate.

L'esponente di Sisma.12, che questa mattina era a fianco delle famiglie sfrattate, denuncia anche il fatto che sia venuto a mancare un vero interlocutore: "In Comune – spiega Masciali - Non ci hanno voluto ricevere perchè erano impegnati. Però intanto queste due famiglie sono in strada".

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