Morto sotto un muletto a Vignola, la dinamica dell'infortunio resta da chiarire

Venerdì, alle 16, i funerali dell'operaio di Savignano vittima una settimana fa dell'ennesimo incidente sul lavoro: l'autopsia ha escluso precedenti malori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Sarà dato domani, venerdì 19 maggio, alle 16, nella chiesa parrocchiale di San Marco di Doccia di Savignano, il suo paese di residenza, l'ultimo saluto a Silvano Venturi, l'operaio di 47 anni vittima del tragico incidente sul lavoro occorso mercoledì 10 maggio nella vicina Vignola. I funerali si sono potuti fissare dopo l'arrivo del nulla osta da parte dell'autorità giudiziaria, una volta effettuata, lunedì 15 maggio, l'autopsia sulla salma, che ha messo un primo punto fermo sulla tragica vicenda: il lavoratore è deceduto per un gravissimo trauma toracico-addominale. Il dott. Matteo Tudini, il medico patologo incaricato dalla Procura di Bologna (per delega dalla Procura di Modena, che procede) di effettuare l'esame autoptico, dovrà ancora svolgere diversi accertamenti peritali per rispondere a tutti i quesiti posti dal dott. Marco Imperato, il Pubblico Ministero titolare del fascicolo per omicidio colposo aperto da prassi in questi casi, ma è già stata esclusa una delle ipotesi avanzate inizialmente, che cioè il lavoratore potesse aver accusato un malore. La morte, dunque, è direttamente connessa all'incidente, avvenuto attorno alle 10 di mattina nel piazzale dell'azienda Garavini, che opera nel settore delle lavorazioni di materiali ceramici, di cui il 47enne era dipendente. Ora, dunque, gli inquirenti dovranno concentrarsi sulla dinamica dei fatti. Venturi stava andando a prelevare del materiale con un collega e procedeva a piedi accanto al muletto pesante condotto dall'altro addetto. All'improvviso, secondo i primi elementi raccolti dagli ispettori della Medicina del Lavoro intervenuti per ricostruire le cause dell'incidente e per appurare eventuali responsabilità, sarebbe inciampato cadendo a terra e finendo investito e schiacciato dal mezzo guidato dal collega, che non l'avrebbe visto: inutili l'allarme lanciato immediatamente, il rapido intervento dei soccorsi e il suo trasporto con l'elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna. Dopo poche ore di agonia l'uomo è spirato per le gravissime lesioni riportate al torace e agli arti inferiori. I traumi, secondo il medico patologo, sarebbero compatibili con lo schiacciamento da parte del pesante macchinario, ma resta da capire come sia potuto accadere un investimento del genere, se e quali siano le responsabilità dell'operaio che manovrava il muletto e, ovviamente, se nell'effettuare queste operazioni siano state seguite tutte le misure di sicurezza previste e se il luogo fosse a norma. Per rispondere a queste domande e fare piena luce sui fatti il fratello della vittima, Maurizio, attraverso il consulente personale Luigi Peron, ha ritenuto di affidarsi a Studio 3A, società di patrocinatori stragiudiziali specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, la quale come primo atto ha messo a disposizione del legale della famiglia, quali consulenti medici di parte, il dott. Luigi Sergolini e il dott. Arcangelo Di Nino, per partecipare alle operazioni peritali disposte dalla Procura di Modena, oltre a stare seguendo passo passo tutte le indagini.

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