Articolo 18, staffetta ciclistica della Fiom tra le fabbriche modenesi

Prende il nome di “Diritti in movimento” la manifestazione itinerante voluta da Fiom/Cgil che coinvolgerà diversi stabilimenti produttivi nei comuni della provincia. In arrivo anche nuove iniziative contro il Jobs Act di Renzi

Si chiama “Diritti in movimento” la staffetta ciclistica di lavoratori metalmeccanici che il 6-7-8 ottobre toccherà diversi comuni della provincia di Modena per passarsi simbolicamente, da zona a zona, da fabbrica a fabbrica, lo Statuto dei lavoratori come testimone dei diritti. L’iniziativa nasce dalle fabbriche, dai delegati Rsu Fiom/Cgil delle aziende metalmeccaniche modenesi, per dare continuità agli scioperi spontanei dei giorni scorsi contro il Jobs Act e per presentare le proposte dei lavoratori alternative sulla riforma del mercato del lavoro. 

La prossima settimana si svolgerà dunque una staffetta di ciclisti metalmecannici che dismessi la tuta da lavoro farà tappa in diversi Comuni della provincia. Ad ogni fermata della staffetta saranno organizzati scioperi con presidi/cortei dei lavoratori di tutte le aziende della zona. In ogni tappa sarà effettuata anche una raccolta firme a sostegno delle proposte di Fiom e lavoratori alternative al Jobs Act. Un camper con megafono accompagnerà i ciclisti e diffonderà le proposte della Fiom a tutti i cittadini, “così anche le tante giovani Marta saranno informate” spiegano dalla Fiom. La fatica di portare lo Statuto pedalando per chilometri, simboleggia la fatica delle lotte del passato per conquistare i diritti e lo Statuto e la fatica di oggi per mantenerli. 

Al Prefetto porteremo lo Statuto dei Lavoratori e le firme raccolte a sostegno delle proposte Fiom per la riforma del mercato del lavoro” ha detto stamattina in conferenza stampa il segretario della Fiom di Modena Cesare Pizzolla, presenti anche Stefania Ferrari e Paolo Brini della segreteria provinciale Fiom e diversi delegati che prenderanno parte alla staffetta per i diritti. “La Fiom non dice semplicemente NO al Jobs Act, ma dice che il Jobs Act non serve al Paese e a far ripartire l’economia. I lavoratori non possono accettare che ci sia mano libera per licenziare – ha aggiunto Pizzolla - non si capisce cosa centra il demansionamento o il controllo a distanza con le telecamere, con la competitività delle imprese”. 

“La possibilità di licenziare esiste già oggi - hanno ribadito delegati e sindacalisti in conferenza stampa – ad esempio per chi si assenta per più di 5 giorni, per chi provoca una rissa in stabilimento, ma non si può licenziare chi non commette infrazioni, un licenziamento ingiustificato non si può riparare solo con la monetizzazione, deve essere mantenuto il diritto al reintegro, perché monetizzare la perdita del posto di lavoro vuol dire monetizzare la dignità delle persone”.

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La staffetta dei diritti che si svolge a Modena si inserisce in un contesto di iniziative che si terranno anche in altre province dell’Emilia-Romagna da qui al 25 ottobre. “Continueremo anche dopo se il Governo non ci ascolta – ha concluso Pizzolla – e al presidente Renzi che chiede dove erano i sindacati quando si creava la precarietà, rispondo che siamo sempre stati al fianco dei lavoratori, nelle fabbriche, nelle piazze, nella gestione degli accordi di crisi, nella contrattazione, nelle decine e decine di iniziative di lotta contro la precarietà, contro la riforma della pensioni, per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro”. 

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