Suicidi, autolesionismo e violenza. Numeri drammatici nelle carceri emiliane

In un solo anno ben 7 suicidi in cella e oltre 1.300 episodi di autolesionismo. Un trend in miglioramento, ma che fotografa una situazione davvero pesante. Oggi un agente ferito a Castelfranco

Spesso lontana dai riflettori del dibattito pubblico, se non per rare circostanze e rivendicazioni politiche, la realtà quotidiana del carcere di Modena e nelle altre strutture penitenziarie regionali si trascina in con il suo carico di angoscia, facendo emergere numeri davvero inquietanti. Seppur in controtendenza con i dati nazionali, le carceri emiliano-romagnole hanno conosciuto nel 2017 un numero ancora troppo elevato di suicii, ben 7, cui fanno da corollario 125 tentativi.

Per inquadrare ancora meglio il disagio della popolazione carceraria, vanno annoverati ben 1.383 episodi di autolesionismo. Episodi che spessi si mischiano e si confondono con vere e proprie aggressioni ai danni degli agenti della Polizia Penitenziaria, che troppe vole sono costretti a ricorrere alle cure mediche. Lo scorso anno le colluttazioni nei vari istituti e per i motivi più disparati sono state 703, 82 delle quali si sono concluse con feriti.

E' successo anche oggi, ai danni di un agente della polizia penitenziaria  nella casa di lavoro di Castelfranco Emilia, dove un internato lo ha colpito con un violento pugno in faccia, causandogli ferite giudicate guaribili in 12 giorni. L'uomo si era rifiutato di entrare in cella per la chiusura dovuta alla verifica numerica delle presenze in reparto.Si tratta per di un soggetto che si è reso più volte responsabile di gesti di questo tipo.

I dati sono stati forniti oggi dalla delegazione del sindacato SAPPE, in occasione di un visita al carcere di Sant'Anna svolta dal segretario generale aggiunto Giovanni Battsita Durante, dal segretario nazionale Francesco Campobasso, dal segretario provinciale Gennaro Caruso e dal delegato regionale Giobbe Liccardi.

Dopo mesi di tensioni sindacali il quadro, dal punto di vista della Penitenziaria, pare migliorato: "Abbiamo trovato una situazione lavorativa molto buona - affermano dal SAPPE - sia dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro, sia e soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra i vertici dell'istituto ed il personale di polizia penitenziaria. La costante interlocuzione con il comando di reparto e con la direzione ha consentito di ritrovare la serenità lavorativa. In controtendenza con i dati nazionali e regionali risultano diminuiti gli eventi critici".

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