Il Picchio Rosso compie 40 anni, luogo cult dove nacquero Dj e Pr

Un altro piccolo viaggio nella storia della discoteca di Formigine, che il prossimo 13 marzo festeggerà un importante anniversario (anticipato da una serata revival sabato 12 al Gilda Club)

Al Picchio, si ballava il mercoledì, venerdì, sabato e domenica pomeriggio. La serata di punta era il Venerdi, mentre il Sabato era dedicata ai piu’ giovani. Era la discoteca piùpopolare del nord est, forse anche del paese in quell’epoca. La proprietà e Mario Boni, il presidente, hanno fatto scuola con quel modello di divertimento “popolare”. Molti gestori, anche della Riviera, copiarono quel modello. C’era anche la domenica pomeriggio, dove tutti i ragazzi giovani andavano. C’erano le corriere gratis, che ti portavano, oppure l’autostop, oppure il motorino senza casco, percorrendo le “basse” (strade).

Il locale era molto frequentato. In un weekend potevano transitare anche 10.000 persone (durante l’estate, con tutto il locale aperto dentro e fuori) e vi lavoravano i djs più importanti del momento. 

Al Picchio Rosso, nacquero anche le prime organizzazioni di PR, che aiutavano a portare i clienti nel locale. Avantgarde Production, Contatto Studios, One Way Production, che hanno fatto la storia delle pubbliche relazioni, ed hanno inventato un mestiere, il pr, che ancora oggi , trae i fondamentali, da quell’esperienza. 

Il Picchio Rosso di fatto ha sdoganato la professione del dj. Erano i djs e la musica i veri protagonisti delle serate del Picchio. Al Picchio, c’era una “consolle” all’avanguardia. Era di forma tonda, alta. Dalla consolle si vedeva tutta la pista. I dischi erano s uonati prima con i giradischi a trazione con cinghia, poi con i primi giradischi SL P15, un po' digitali, poi con i nuovi SL 1200. Poi c’erano le cassette. Le mitiche cassette del Picchio. Quasi tuttti i clienti le avevano. Erano divise per mesi e per generi. Disco Music , Afro, New Wave. Una
collezione, come le figurine. Tutti i dj le “ vendevano” e mentre le serate procedevano, sotto alla consolle i “duplicatori” lavoravano per produrne altre. Costavano 10.000 lire. Era un buon guadagno extra per i djs del Picchio. Al picchio c’erano anche le “go go girls” (oggi cubiste).

Negli anni molti djs hanno lavorato per il Picchio Rosso; d a Tony Justice a Tom Savarese all’inizio poi con Antoine, Luca Zanarini, Silver , Fulvio Ferrari, Gianni Ruberti, Paolino Pelloni, Lucio Vannelli, Alberto Rosselli, Stefano Facchini, Fabrizio Zanni, e tanti altri.

Al Picchio, nacquero e si consolidarono anche altre professioni; Il Barman, il Direttore di Sala; Il Direttore artristico, il Pr, l’Organizzatore di serate, figure prima presenti solo nei grandi alberghi. Molti barman diventarono popolari grazie al picchio. Ogni persona, o compagnia che andava (allora c’erano le compagnie) aveva un suo bar e barman preferito. C’erano i primi “ coctails ”, molto meno elaborati di oggi. Il Picchio, era diventato in pochi anni una industria, che ha dato da lavorare per oltre 30 anni, a tantissime persone, oltre 100. Ha migliorato la qualità della vita di tanti ed ha contribuito a far conoscere tra di loro tantissime persone (se quei divanetti o i bagni potessero parlare) che poi hanno formato delle famiglie. In tanti si sono conosciuti, amati al Picchio Rosso. Per molti il Picchio ha rappresentato la famiglia.

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