Castelfranco Emilia, internato si toglie la vita nella Casa Lavoro

Il gesto estremo commesso da un giovane italiano di 25 anni in attesa di scarcerazione per essere ricoverato in casa di cura come stabilito dal magistrato di sorveglianza, visto l'evidente stato di malessere psicofisico

Tragico episodio nella Casa Lavoro di Castelfranco Emilia: un internato di 25 anni, italiano, si è tolto la vita martedì sera. "Doveva essere scarcerato e ricoverato in una casa di cura, ma l'ordinanza del magistrato non era stata ancora eseguita", afferma con una nota "Ristretti orizzonti", componente dell'Osservatorio permanente sulle morti in carcere aggiungendo che è il 18esimo detenuto che si toglie la vita in Italia dall'inizio dell'anno. "Il ricovero del giovane, firmato da giorni dal magistrato di sorveglianza - prosegue - non è stato eseguito neppure quando, venerdì scorso, dopo il colloquio con i familiari, il 25enne aveva dato segni evidenti di malessere psicofisico". Il giovane si è soffocato con un sacchetto della spazzatura riempito del gas della bomboletta: lo ha trovato ormai senza vita il compagno di stanza, che nel frattempo era rientrato dalla 'socialita''. Inutili i tentativi di rianimarlo anche da parte di un agente di turno.

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"Il malessere psichico è diffuso nelle strutture penitenziarie - dichiara Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato della polizia penitenziaria Sappe - e quello avvenuto a Castelfranco è l'ennesimo suicidio. In media sono 60-70 quelli dei detenuti in Italia ogni anno, circa 1.100 quelli sventati dalla polizia penitenziaria. A questi drammi non si riesce a porre rimedio, anche perché gli agenti sono ora 7.000 in meno rispetto al previsto nel nostro Paese. Auspichiamo che il governo metta in agenda la questione carceri e che nomini nuovi vertici dopo che nell'ultimo anno si é perso tanto tempo".

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