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Terremoto, solidarietà autogestita: ecco come ci si aiuta fuori dai canali ufficiali

Non solo i campi della Protezione Civile: aiuti "anarchici" arrivano alle popolazioni terremotate della Bass anche dai volontari della Libera Officina di via del Tirassegno

Maria Vittoria Boldi 15 giugno 2012

Abitanti di casali isolati, famiglie che non hanno voluto lasciare la propria abitazione a costo di dormirci davanti, gruppi di vicini dei borghi più perduti nella Bassa: sono solo alcuni esempi delle persone che hanno deciso di non utilizzare le sistemazioni offerte da Protezione Civile e comuni, a costo di mantenersi a proprie spese e di non usufruire degli aiuti statali.

Per loro però è nata una rete di solidarietà, che ha come base la sede modenese di Libera Officina in via del Tirassegno, da cui partono quotidianamente furgoni carichi di generi di prima necessità e alimentari, consegnati casa per casa nelle località più sperdute, tra le famiglie più isolate. Questa validissima iniziativa, interamente gestita da volontari, è parallela all’assistenza statale, a cui non vuole sostituirsi ma di cui certamente, volontariamente o meno, segnala le pecche: in molti terremotati non hanno visto nemmeno l’ombra degli addetti alla Protezione Civile, per questa ragione hanno deciso di organizzarsi autonomamente. D’altronde non è difficile accorgersi che nei campi tendati la stragrande maggioranza degli ospiti è costituita da anziani ed extracomunitari, e pare anche che con l’andar dei giorni le condizioni igieniche delle tende stiano rapidamente peggiorando.

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Insomma, per molti è preferibile stare nei dintorni della propria casa, vuoi perché è troppo difficile lasciarla, vuoi per monitorare personalmente la situazione. Per assisterli, i volontari di Libera Officina non solo consegnano generi di conforto, ma cercano soprattutto di mettere in contatto tra loro tutti i campi spontanei, in modo che, una volta che sarà finita la cosiddetta emergenza e le autorità lasceranno le nostre terre, i terremotati potranno tentare di rimediare insieme alla scia di distruzione che il sisma ha lasciato dietro di sé.

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