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Ricostruzione, Mirandola: riapre l'Ospedale Santa Maria Bianca

Sia pure lentamente riprende vita il nosocomio mirandolese: entro la fine della settimana tornerà operativo il Pronto Soccorso. Prevista la riapertura progressiva delle attività ambulatoriali

L'atrio d'ingresso dell'Ospedale di Mirandola

“Sarà un percorso molto duro, non privo di ostacoli, ma l’encomiabile risposta degli operatori e la complessiva tenuta della rete provinciale ci inducono a guardare al futuro con la consapevolezza di chi sa che può contare su professionalità di primo ordine e su un sistema solido". Cerca di guardare al futuro con ottimismo il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mariella Martini: il dirigente, nella giornata di ieri, è stato a Mirandola per fare il punto sulla situazione dei servizi sanitari del distretto dell’Area Nord usciti provati dal terremoto.

ASSISTENZA - A poco meno di due mesi dalla prima violenta scossa, l’Ausl di Modena traccia un primo bilancio su quanto è stato fatto per rispondere all’emergenza terremoto e sulle prossime mosse. La fase di emergenza acuta è in buona parte superata e giorno dopo giorno, sia pure lentamente, si aggiungono nuovi tasselli volti a ricostruire la piena ripresa dell’attività d’assistenza. Ogni giorno sono all’opera alcune decine di tecnici per verificare le condizioni delle strutture, decidere quali azioni porre in essere e quindi realizzarle. In parallelo, dove è possibile (in tenda o in un container) gli operatori sanitari offrono la loro assistenza sul posto. In altri casi il personale ha invece letteralmente seguito i pazienti trasferiti in altre strutture della provincia. È ancora difficile fotografare in modo assolutamente preciso la situazione nel suo complesso perché l’evoluzione è giornaliera.

LA SITUAZIONE A MIRANDOLA - Rispetto agli ospedali, proprio in queste ore, al Santa Maria Bianca, dove la messa in sicurezza di alcune strutture è stata verificata, iniziano a rientrare una serie di attività. Tra queste spicca il Pronto Soccorso che entro la fine di questa settimana tornerà operativo. Dalla seconda metà di luglio sarà poi a disposizione la Tac, mentre dai primi di agosto tornerà operativo l’intero reparto di Radiologia. Nel cortile antistante la ‘nuova’ sede del pronto soccorso stanno per essere posizionate due tende con funzione di attesa e triage.

LA SITUAZIONE A FINALE EMILIA - Con riferimento all’Ospedale di Finale Emilia va invece detto che solo da pochi giorni esso non rientra più nella cosiddetta “zona rossa”. Per questo motivo non è ancora stato possibile avere un bilancio dettagliato dei danni riportati dalla struttura che, comunque, è stata seriamente colpita. Entro quindici giorni è poi previsto il completamento dell’attivazione di tutti gli ambulatori posti al piano terra del corpo 1 della struttura ospedaliera. Già alcuni di essi sono stati resi nuovamente operativi, grazie agli sforzi congiunti di tecnici e personale dell’Azienda USL di Modena. Al piano terra, infatti, hanno ripreso la loro attività gli ambulatori di Odontoiatria, Oculistica, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia, Cardiologia, Pneumologia, Chirurgia e Diabetologia. È poi attivo un ambulatorio adibito a sala operatoria per far fronte a piccoli interventi di ortopedia e ginecologia, oltre a una sala gessi e alla palestra di riabilitazione.

SERVIZI TERRITORIALI - Altrettanto importanti sono i servizi territoriali. Questi ultimi hanno ripreso la propria attività, pur in un contesto generale che resta critico. Questo è stato possibile dopo avere superato una prima fase di gestione legata all’emergenza, durante la quale si è lavorato prima di tutto per garantire la continuità assistenziale e la messa in sicurezza di tutti i pazienti che si sono dovuti trasferire dal proprio domicilio o da strutture protette danneggiate.

 

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