Teschio di capra davanti a casa degli attivisiti di Libera, indaga l'Arma

Accertamenti dei Carabinieri per far luce sullo strano ritrovamento fatto a San Dalmazio di Serramazzoni, davanti all'abitazione di Enrico Bussei e Francesca Marzani. Lei consigliere comunale, lui attivista ambientale

(foto di repertorio)

Un teschio di capra abbandonato slla strada privata che conduce a casa. E' questo l'insolito oggetto che è comparso davanti all'abitazione dei coniugi Enrico Bussei e Francesca Marzani, che risiedono a San Dalmazio di Serramazzoni. Il fatto è avvenuto – come riporta La Gazzetta di Modena – la scorsa domenica 9 aprile.

Chi sia stato a depositare lì quello scheletro resta un mistero, così come la motivazione del gesto. Proprio queste due domande sono quelle cui stanno cercando di rispondere i Carabinieri della Compagnia di Pavullo, che hanno aperto un'indagine sul caso. I due destinatari di quello che potrebbe essere un tipico messaggio intimidatorio utilizzato dalle organizzazioni mafiose non sono infatti due semplici cittadini. Francesca Marzani è consigliere comunale ed ex candidata sindaco del M5S a Serramazzoni, mentre il marito è stato leader del comitato contro l'inceneritore. Entrambi, inoltre, sono membri di Libera.

Di conseguenza, nessuna ipotesi può essere esclusa. A maggior ragione in un territorio come quello di Serramazzoni, che ha visto negli anni scandali su scandali e una tangibile presenza della criminalità organizzata.

"Apprendiamo sgomenti del grave atto intimidatorio compiuto nei confronti di Enrico Bussei e Francesca Marzani – commenta il comitato locale di Libera -  Una simbologia fino a qualche tempo  fa impensabile nelle nostre terre, relegata ai romanzi ed alle storie di mafia più arcaiche, ora diventa cronaca di reale offesa e minaccia. Alle forze dell'ordine ed alla Magistratura il compito di definire compiutamente la natura, gli autori e le ragioni di questo vile atto, nella consapevolezza  che il modo migliore di rispondere a simili atti è quello di portare  a termine i processi senza indugi, raggiungendo sentenze e verdetti giusti e tempestivi. Libera, come ha sempre fatto e sempre farà, si mette senza alcun dubbio al fianco di chi è oggetto di azioni intimidatorie, perché ha scelto di agire in modo chiaro e trasparente, con coerenza, per aumentare la soglia etica del proprio territorio".

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Insieme alla solidarietà dell'associazione antimafia arriva anche quella dei diversi parlamentari e coordinamenti modenesi del Movimento 5 Stelle: "Piena solidarietà e massimo sostegno alla nostra consigliera comunale e al marito che hanno subito un'intimidazione inaccettabile per il loro impegno in favore della protezione ambientale e della legalità. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia nei confronti di chi ritiene che il futuro sia fatto solo di inceneritori e cementificazione selvaggia".

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