Aemilia, in aula si ripercorrono le vicende degli appalti di Finale Emilia

Deposizione del maresciallo Costantino durante il processo alla 'ndrangheta emiliana. Secondo il militare la ditta di Bianchini ottenne assegnazioni indebite degli appalti per la ricostruzione, grazie al lavoro di "spacchettamento" di Giulio Gerrini

Focus tutto modenese, questa mattina in Tribunale a Reggio, per il processo Aemilia. Attraverso la deposizione del maresciallo Guido Costantino sulle indagini svolte dai Carabinieri di Modena, infatti, gli inquirenti hanno cercato di approfondire gli interessi illeciti della presunta cosca di 'ndrangheta nei lavori post sisma del 2012. 

La lente di ingrandimento si è allargata in particolare sul Comune di Finale Emilia e sulla figura di Augusto Bianchini perchè, si legge negli atti dell'accusa, "nella sua qualità di imprenditore con ottimi rapporti locali (società Bianchini Costruzioni), con istituzioni ed altre imprese, consentiva ai membri dell'associazione, ed in particolare a Michele Bolognino, di gestire di fatto i lavori ottenuti in appalto dalla pubblica amministrazione in relazione allo smaltimento delle macerie del terremoto che colpiva l'Emilia nel 2012 e ad alcuni lavori di ricostruzione, avvalendosi altresì delle società riconducibili a Giuseppe Giglio". 

Altra figura chiave individuata sarebbe quella del geometra Giulio Gerrini, l'allora capo dell'ufficio Lavori pubblici del Comune di Finale Emilia, che secondo gli investigatori avrebbe agevolato l'affidamento di almeno 10 appalti prima alla Bianchini e poi alla Ios Costruzioni, strettamente collegata alla prima. Nella sua deposizione il maresciallo Costantino ha infatti svelato i meccanismi con cui Bianchini, dopo l'esclusione della sua ditta dalla white list avvenuta il 18 giugno 2013 (si scoprì che i lavori effettuati nel cratere sismico erano contaminati da eternit) non si rassegno' all'idea di non continuare a lavorare. Il 22 giugno fu per questo costituita una nuova impresa, la Ios Costruzioni, intestata ad Alessandro Bianchini, figlio di Augusto. 

La nuova realtà, spiega il testimone, "aveva acquisito due giorni dopo la sua nascita già sette appalti pubblici dal Comune di Finale" nonostante non fosse iscritta alla white list e, per i Carabinieri, non possedesse le caratteristiche per poter partecipare agli appalti: anzianità di cinque anni e certificazione Soa per lavori di una certa entità. L'affidamento diretto di lavori dalla pubblica amministrazione, ammesso solo per lavori di importo fino a 40.000 euro, veniva inoltre reso possibile "spacchettando" gli appalti in lotti piu' piccoli. è il caso dei lavori per la rimozione delle macerie dal castello di Finale Emilia, per cui la Ios si era fatta avanti, il cui totale ammontava a circa 80.000 euro e che furono divisi in due tranche "senza alcuna motivazione tecnica che lo giustificasse", sottolinea Costantino.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

(DIRE)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, 71 nuovi positivi, di cui 48 asintomatici. A Modena focolaio in un prosciuttificio

  • Viaggia con la figlia e 32 kg di marijuana in auto, arrestato in A1

  • Covid. Altri 18 contagiati nel focolaio del salumificio di Castelnuovo

  • Frontale nelle campagne di Soliera, muore un ragazzo di 20 anni

  • Contagio, 7 casi nel modenese. Uno è in ospedale

  • Forno rumoroso in centro storico, sequestrati i locali per la produzione

Torna su
ModenaToday è in caricamento