Indagini a tutto campo sulla rapina in villa, la famiglia Grampassi: "Un vero e proprio incubo"

La famiglia di Castelvetro spiega: "Sono stati 15 minuti di terrore e agonia, che potevano sfociare in una vera e propria tragedia e quindi ci riteniamo molto fortunati"

A due giorni di distanza dalla violenta rapina subita nella villa di via Bortolini, a Castelvetro, la famiglia Grampassi affida ai media una dichiarazione che ben descrive il terrore vissuto domenica sera entro le mura domestiche, quello che i diretti interessati definiscono "un vero e proprio incubo che difficilmente dimenticheremo". I tre criminali che si sono introdotti nella villa e hanno percosso l'anziano Umberto Grampassi e la collaboratrice che assiste lui e la moglie rimangono per ora senza volto, in attesa degli sviluppi dell'indagine condotta dall'Arma. Sviluppi che tutti si augurano possano essere rapidi e positivi, per assicurare alla giustizia una banda che ha dimostrato una spregiudicatezza fuori dal comune.

Raccontano i fratelli Monica, Enrico e Massimo Grampassi: "Nostro padre Umberto è stato colui che ha subito i colpi più duri, sia psicologicamente che fisicamente. A seguito degli accertamenti medici la prognosi è di 45 giorni. Anche la nostra adorata collaboratrice che vive, lavora con noi da oltre 10 anni e che ogni giorno accudisce nostra madre inferma, ha subito violente percosse e a lei va il nostro più caloroso abbraccio".

L'irruzione da una porta-finestra, le urla e le botte, insieme all'esplosione di un colpo di pistola vengono così ricordati: "Sono stati 15 minuti di terrore e agonia, che potevano sfociare in una vera e propria tragedia e quindi ci riteniamo molto fortunati. Abbiamo seriamente temuto per la nostra vita. Tutto quello che ci auguriamo ora è di superare lo shock e la paura al più presto, anche se non sarà affatto facile. Abbiamo piena fiducia nelle forze dell’ordine".

I grampassi ringraziano quindi chi ha dimostrato vicinanza e solidarietà e non si tirano indietro: "Crediamo che le istituzioni e la politica debbano ancora fare molto per la difesa e la tutela di onesti e diligenti cittadini. Volendo fare tesoro della nostra terribile esperienza invitiamo tutti prestare sempre molta attenzione e a tenere la soglia di guardia alta perché purtroppo questi delinquenti vivono in mezzo a noi, conoscono le nostre abitudini e sanno quando e come colpire. Rinnoviamo anche un sincero ringraziamento verso le forze dell’ordine per l’impegno che stanno dimostrando e tutta la comunità per l’affetto e la solidarietà che abbiamo ricevuto.”

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