Torrente Samoggia, la pulizia scongiura il pericolo di allagamenti

L’ondata di piena dei giorni scorsi non ha fatto danno ai margini del Panaro. Fondamentale l'intervento del Consorzio della Bonifica Burana di ottobre scorso. Attivate le casse d'espansione a Castelfranco

Prima e dopo l'intervento di pulizia

“I 30 millimetri di pioggia caduti in pianura, sommati ai 50 caduti nel territorio collinare e montano si sono rivelati critici poiché riversatisi su terreni già intrisi dalle nevicate e dalle acque di pioggia dei giorni precedenti, creando una cortina d’acqua estremamente pericolosa da gestire su tutta la rete di canali e fiumi della zona in Destra Panaro – spiega il Direttore del Consorzio della Bonifica Burana, l’Ing. Cinalberto Bertozzi. L’onda d’urto avrebbe potuto esondare e allagare il territorio, se non avessimo deciso, in sintonia con la Regione Emilia-Romagna che ha finanziato l’intervento, di garantire la migliore funzionalità idraulica con lo sfalcio della vegetazione infestante in previsione dell’incombente stagione invernale. Calcolando che il Torrente Samoggia, in località Budrie, ha toccato la quota limite dei 1.50 metri dalla sommità arginale, ora che la piena è in diminuzione possiamo dire che il peggio è scongiurato e abbiamo avuto ragione di essere previdenti.”

Il Presidente Francesco Vincenzi aggiunge: “il Consorzio della Bonifica Burana ha svolto il lavoro di sfalcio su un corpo idrico naturale, il Torrente Samoggia, dunque non di propria competenza e anticipando totalmente le spese, ritenendo che i tempi burocratici avrebbero messo a repentaglio la sicurezza del territorio. E questo è stato, assieme alla stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’ago della bilancia che ha fatto la differenza tra un territorio in piena e un territorio allagato, con tutti i danni che ne sarebbero derivati.”

Il direttore Bertozzi aggiunge: “nei giorni scorsi, i guardiani del Consorzio, accanto al personale della Regione e della Protezione Civile, inoltre, hanno potuto transitare e controllare lo stato delle arginature, la presenza di eventuale falle e fontanazzi, solo grazie al lavoro fatto dal Burana in autunno. Prima del diserbo, le arginature erano rese completamente inaccessibili dalla vegetazione infestante, senza trascurare l’apporto fondamentale di un buon deflusso delle acque garantito dalla rimozione della stessa.”

I tecnici e i guardiani del Burana sono rimasti attivi durante tutto il periodo di transito della piena e hanno lavorato giorno e notte per la sorveglianza dei canali, per le operazioni di sgrigliatura e rimozione delle occlusioni e degli alberi caduti nei canali, nonché per il funzionamento dell’impianto di scolo Bondeno-Palata (alternando l’uso a uno e due gruppi di pompaggio), mentre la Botte Napoleonica scaricava per gravità mediamente 26 metri cubi al secondo. A protezione dei centri abitati si è attivata inoltre la Cassa di espansione del Canale di San Giovanni a Manzolino, Castelfranco Emilia, che se per giorni ha ricevuto le acque di piena, in queste ore sta iniziando lo scarico delle acque.

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Quando ci sono da gestire velocemente grandi volumi d’acqua come quelli dei giorni scorsi, come in una buona orchestra, nessuno strumento può stonare e tutto deve essere calibrato al millilitro. E fare opera di prevenzione, nei fatti, ripaga sempre.

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