Tribunale Ecclesiastico, calano ancora le cause di annullamento del matrimonio

Si è aperto oggi l'anno giudiziario del Tribunale che ha sede a Modena. Sempre meno le cause in entrata, che nel 2015 sono scese a 90. In totoale emesse lo scoro anno 113 sentenze, di cui solo 7 negative. E ora spazio alla riforma di Papa Francesco

E' stato  aperto  oggi  l'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano, presieduto dal Vescovo  Erio Castellucci, che ha mons. Vittorino Tazzioli come Vicario Giudiziale. La prolusione di mons. Stefano Ottani, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Flaminio di Bologna, ha avuto per tema: “Un progetto unitario per la vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo”.

Dopo i ringraziamenti a chi lavora con costanza e passione, mons. Tazzioli ha commentato i dati relativi all'attività del 2015: "Continua il calo delle cause presentate al tribunale, inesorabilmente, come rilevato dal 2010 ad oggi. Il dato è certamente legato alla diminuzione, costante da anni, del numero di matrimoni celebrati, anche tra persone che si sono formate in parrocchia. E la decadenza non è del solo matrimonio religioso, ma anche di quello civile”. 

Lo scorso anno, infatti, sono entrate 90 nuove cause, che si sommano alle 118 pendenti dagli anni precedenti. Un trend decisamente inferiore al passato, specie ad inizio degli anni 2000, quando i nuovi casi erano anche il doppio degli attuali. Complessivamente sono state definite con sentenza 113 cause, di cui soltanto 7 si sono concluse con il diniego dello scioglimento. 

Il Tribunale ha sede a Modena e tratta unicamente le cause di nullità del matrimonio nel primo grado di giudizio, per il territorio delle diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio Emilia-Guastalla, Parma, Fidenza e Piacenza-Bobbio. L’appello, nei casi in cui risulta necessario, si svolge invece a Bologna, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Flaminio. Proprio la nostra diocesi conta la maggioranza assoluta delle cause, con 40 su 90 nel 2015.

La vera novità per i Tribunali è stata introdotta dal Motu Proprio di papa Francesco  dello scorso agosto, entrato in vigore a dicembre, che tratta della riforma del processo canonico per le cause di nullità matrimoniale. “Vi sono ancora molti aspetti da mettere a fuoco in questa riforma e diverse questioni da chiarire – ha precisato l'Arcivescovo Castellucci, presente all'inaugurazione - Ma probabilmente è proprio il carattere “unitario”, da perseguire e consolidare ulteriormente, a rappresentare il vero e più profondo contributo della riflessione che per due anni ha tenuto impegnata la Chiesa, a tutti i livelli, sul tema della famiglia: maggiore unità tra le proposte di spiritualità del matrimonio e della famiglia, i percorsi consultoriali e le verifiche canoniche. Queste tre dimensioni dovranno in futuro integrarsi meglio e favorirsi l’una con l’altra. Per dirla in termini “medici”, oggi più di moda rispetto a quelli “giudiziali”, prevenzione e cura, fisiologia e patologia, dovranno richiamarsi a vicenda; e anche quando sarà necessario l’intervento della chirurgia, con la dichiarazione di nullità, occorrerà che le nostre Chiese offrano nel contempo un accompagnamento previo e una convalescenza successiva”.

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