Pagamenti dirottati sui propri conti, fermati due hacker truffatori 

Gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti a identificare e fermare due giovani rumeni, che grazie a scorribande informatiche e a documenti falsi erano riusciti a truffare diverse aziende, dirottando sui propri conti i pagamenti ai fornitori

E' stato un lavoro complesso e certosino quello degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Modena, che sono riusciti a smascherare due truffatori di rara abilità. Nei giorni scorsi sono infatti scattati i fermi per due giovani di nazionalità rumena, rintracciati in seguito all'indagine per riciclaggio e truffa seguita dal sostituto procuratore Claudia Natalini. L'operazione ha preso il nome di "Man in the middle", come viene definita in gergo la strategia utilizzata in questo specifico caso di frode informatica.

Il metodo era più facile a dirsi che a farsi. Innanzitutto i due criminali avevano aperto una serie di conti correnti bancari in alcuni istituti di credito modenesi, fornendo però identità fasulle dopo essersi muniti di una grande quantità di documenti contraffatti. Passaporti, carte d'identità, patenti, tessere sanitarie: una lunga lista di documenti falsificati a regola d'arte che permettevano ad uno dei due rumeni di acquisire di volta in volta nomi di fantasia di altri cittadini stranieri, traendo in inganno le banche.

Il secondo passaggio era ancora più complesso. Grazie a spiccate conoscenze informatiche, i due riuscivano ad entrare nelle caselle di posta di alcune aziende, avendo così accesso a tutta la corrispondenza e frapponendosi tra l'impresa e i clienti. Dopo aver individuato alcuni ordini di materiale per i quali l'azienda avrebbe dovuto incassare i pagamenti, inviavano ai clienti le proprie coordinate bancarie, facendo così confluire quel denaro sui conti creati poco prima grazie alle identità fasulle. 

Nel corso del tempo decine di aziende italiane e straniere erano state derubate dei pagamenti, per una cifra totale stimata in circa 400mila euro, utilizzando una decina di conti aperti in altrettante banche modenesi. Il lavoro paziente della Polizia ha però permesso di risalire alla vera identità dei colpevoli, anche con il contributo delle telecamere degli istituti bancari che avevano ripetutamente visitato. Così, alcuni giorni fa, i due sono stati rintracciati a Bologna, mentre si trovavano a bordo della propria auto. Nascosti sotto il cambio, gli agenti hanno ritrovato tutti i documenti falsi.

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I due truffatori rispondono al nome di Radu Stefan Zarioiu e Ion Robert Draghici, 22enne il primo e 23enne il secondo, come detto entrambi rumeni e in Italia senza fissa dimora. Il primo si trova in stato di fermo con l'accusa di possesso di documenti falsi – era lui il "volto" con molte identità – mentre il secondo è stato arrestato con l'accusa di riciclaggio.

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