UniMoRe. Due dottorandi vincono borse di ricerca International Association of Sedimentologists

Dottorandi Unimore del corso di dottorato in Models and Methods for Material and Environmental Sciences, Claudio Argentino e Beatrice Fornaciari, sono fra i 15 destinatari delle borse di ricerca attribuite a livello mondiale dalla International Association of Sedimentologists

Sono stati i ricercatori del gruppo disciplinare di Scienze della Terra di Unimore si distinguono a livello internazionale che hanno conseguito due prestigiose borse di ricerca conferite dalla International Association of Sedimentologists. I riconoscimenti hanno visto premiati gli studi dei dottorandi Claudio Argentino e della collega Beatrice Fornaciari. I giovani, che frequentano il corso di dottorato in Models and Methods for Material and Environmental Sciences del Dipartimento di Chimica e Scienze Geologiche sono fra i pochi ricercatori italiani (tre complessivamente) ad aver ottenuto questo importante riconoscimento, individuati per l’alto valore scientifico dei loro progetti, selezionati da una commissione Internazionale che ha premiato i migliori quindici a livello mondiale.

Questo riconoscimento - spiega la prof. Daniela Fontana del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche - indica il buon livello della ricerca dei dottorandi del nostro Ateneo e rende merito dell’impegno delle Scuole di dottorato Unimore per inserire i nostri studenti in un contesto internazionale”. Claudio Argentino porterà avanti una ricerca riguardante l’evoluzione sedimentologico-geochimica di sedimenti marini interessati da risalite di fluidi ricchi in metano, in alcuni casi legati a destabilizzazione di gas idrati. Lo studio prevede una parte di rilevamento di affioramenti Miocenici in Appennino Settentrionale ed un confronto con sistemi attuali nell’offshore dell’Oregon e Nuova Zelanda in collaborazione con la University of New Hampshire (USA), presso cui ha recentemente effettuato un periodo di ricerca.

Capire la durata e le modalità con cui questi sistemi altamente dinamici rispondono a cambiamenti climatici e stress tettonici – ha spiegato Claudio Argentino - è di fondamentale importanza per una corretta modellizzazione climatica ed ha implicazioni sulla stima del rischio tsunami e danneggiamento infrastrutture profonde indotti da frane sottomarine“. Beatrice Fornaciari si occupa dell’evoluzione dei macroforaminiferi in relazione ai cambiamenti climatici nel Paleogene inferiore. Il suo progetto di dottorato si inserisce in un progetto di ricerca più ampio, in collaborazione con l’Università di Padova, il cui fine è analizzare la risposta del biota (il complesso degli organismi di un eco sistema) marino a episodi di anomalie isotopiche del carbonio, indice di importanti perturbazioni a livello globale. 

I fondi ottenuti – ha spiegato Beatrice Fornaciari - saranno utilizzati per lo studio sedimentologico e geochimico della sezione di Padriciano (Trieste), eccezionale per la sua estensione a tutto il Paleocene con fossili di mare poco profondo. La sezione rappresenta un riferimento unico per la successiva correlazione con altre località in corso di studio per i macroforaminiferi e per i nannofossili calcarei, al fine di verificare la validità degli attuali schemi biostratigrafici e di migliorare l’affidabilità e la risoluzione delle datazioni delle successioni sedimentarie, sia di mare basso che di mare profondo.”

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