Auto imbrattata a Sassuolo, vendetta personale di un vicino di casa

I Carabinieri hanno indagato sulle svastiche comparse sui vetri dell'auto di un senegalese residente a Sassuolo. Il vicino ha confessato e si è scusato

Aveva fatto discutere nei giorni scorsi l'episodio dell'imbrattamento di un'auto di un cittadino senegalese residente a Sassuolo, con i vetri oscurati da da diversi simboli tra cui alcune svastiche. Un vandalismo che aveva comprensibilmente creato allarme e reazioni da parte della politica, mettendo in moto immediatamente la macchina delle indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Sassuolo.

Il monitoraggio delle telecamere cittadine, le testimonianze di gente del luogo e i canali informativi a disposizione dei militari hanno permesso man mano di restringere il campo, riuscendo ad arrivare al colpevole. 

Dagli accertamenti compiuti dai Carabinieri non è risultato alcun elemento o indizio che  potesse ricondurre il movente a motivi razziali o ideologici.  È emersa invece la figura di un uomo 40enne, operaio italiano, vicino di casa della vittima. Escluse le altre piste, il sospettato veniva invitato in caserma dove, messo di fronte all’evidenza dei fatti, consapevole che i Carabinieri “avevano capito”, ha confessato di essere il responsabile del danneggiamento eseguito verso la mezzanotte del 2 settembre, realizzato in un momento di rabbia. 

Il 40enne - che non ha alcun tipo di coinvolgimento in attività politiche - si è detto pentito e ha precisato che il suo gesto non aveva alcuna matrice razzista, ma era stato compiuto per incutere timore e vendicarsi di alcune ingiustizie che riteneva di avere subito. Banali questioni di convivenza tra vicini, come rumore domestico o liti per i parcheggi in strada.

Il responsabile del fatto è stato deferito alla Procura della Repubblica di Modena per il reato di danneggiamento.

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