Attività bloccate, Ance chiede agli enti pubblici di pagare i lavori già eseguiti

I costruttori hanno urgenza di liquidità: "Ci siamo adeguati alle norme, ora occhio ai lavoratori"

È "urgente ed assolutamente necessario che le stazioni appaltanti pubbliche provvedano alla contabilizzazione ed al pagamento senza indugi dei lavori già eseguiti". Lo chiedono con forza i costruttori emiliani di Confindustria alle istituzioni. Ricordando che le proprie imprese "hanno prontamente sospeso i lavori" e "in diversi casi, con senso di responsabilità, addirittura anticipando i decreti, hanno richiesto alle stazioni appaltanti, dove necessario ed in accordo con le organizzazioni sindacali, la sospensione dei cantieri", evidenzia Ance Emilia: 

"Ad oggi, per effetto dell'emergenza sanitaria in corso, la quasi totalità dei lavori pubblici è stata sospesa con provvedimenti formali delle direzioni dei lavori. Purtroppo non è generalmente prevedibile una data, ancorche' approssimativa, di ripresa". Così, le imprese coinvolte si trovano, dopo aver eseguito per le amministrazioni pubbliche "quote significative" di lavori ottenuti in appalto, a dover affrontare i costi della crisi, a partire dalla carenza di liquidità. 

A Comuni, Province ed enti locali pubblici vari dei territori di Bologna, Modena e Ferrara, in questo quadro, Ance si è rivolta per chiedere il pagamento delle 'vecchie' fatture: "Bisogna porre rimedio in tempi brevissimi ad una situazione palesemente insostenibile da parte delle imprese edili", conclude Ance rivolgendo un pensiero "a tutti i lavoratori". 

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