Commercio, in arrivo un "codice" per le aperture festive

La proposte del Comune di Modena ad associazioni di categoria, centri commerciali, sindacati e associazioni dei consumatori. Sitta: “Equilibrio tra i diritti di tutti”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Un vero e proprio “codice comportamentale” per un’autoregolamentazione delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, media e grande distribuzione, nel territorio della città di Modena. E’ ciò che propone il Comune al termine di una serie di incontri con le associazioni di categoria del settore, i rappresentanti dei centri commerciali, i sindacati e le associazioni dei consumatori. L’obiettivo, sintetizza l’assessore allo Sviluppo economico Daniele Sitta, è quello “di trovare un punto di equilibrio tra la facoltà concessa dalla legge di organizzare l’attività commerciale senza limiti di orario e giornate di apertura, il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a non rinunciare sempre al riposo festivo, il diritto dei consumatori a ottenere un servizio, il diritto di una collettività a veder riconosciuto il valore di alcune festività civili e religiose che sono parte della nostra tradizione e dei nostri valori”.

La proposta è in quattro punti e prevede, quindi, il rispetto di alcune festività religiose e civili con l’impegno a non effettuare aperture in quei giorni (1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, Pasqua e Lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre), la definizione di un numero massimo di aperture per insegna (30 giornate all’anno, nelle quali una catena commerciale potrà decidere maggiori aperture per un negozio a fronte di più chiusure per un  altro rispettando la media complessiva), la salvaguardia delle piccole imprese nelle gallerie commerciali con l’impegno delle società di gestione a non obbligare i negozi delle gallerie all’apertura per più di un terzo delle domenica e festività complessive, a esclusione dei mesi di novembre e dicembre.

Il quarto punto riguarda le lavoratrici e i lavoratori con l’impegno da parte dei datori di lavoro a garantirne una turnazione in modo da utilizzarli, salvo volontarietà, in non più di un terzo delle festività complessive di apertura, a esclusione dei mesi di novembre e dicembre; oppure, considerando l’intero anno, a fare non più di una giornata lavorativa festiva ogni due. Ciò in relazione alle specifiche condizioni organizzative aziendali e sulla base delle risultanze contrattuali tra le parti sociali che interverranno nel merito, considerando anche l’ulteriore variabile della possibilità di limitare una parte delle aperture festive alla sola mattina.

“La proposta l’abbiamo definita nei dettagli. Ora la parola passa ai nostri interlocutori – annuncia Sitta – e ci auguriamo nel giro di qualche giorno di trovare la conferma al clima di collaborazione e buon senso che abbiamo riscontrato nel corso degli incontri di questi mesi. Lo spirito dell’iniziativa, infatti, è lo stesso che era alla base dell’accordo sottoscritto nel novembre dello scorso anno e poi superato dalla normativa che liberalizzava orari e aperture: non vogliamo certo limitare la libertà imprenditoriale ma contemperare quel diritto con l’opportunità di definire insieme regole comportamentali che consentano di evitare conflitti sociali”.

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