Maserati, cala ancora la produzione nello stabilimento di Modena

Da 19 a 15 i modelli del Tridente prodotti ogni giorno e ferme a 12 le Alfa quotidiane. Fiom incontra i vertici dell'azienda separatamente e chiede chiarezza sul futuro: "Convocare un'assemblea unitaria di tutti i lavoratori"

Dopo gli screzi e le battaglie degli ultimi mesi – con tanto di manifestazione davanti ai cancelli di via Divisione Acqui - il 19 novembre scorso la RSA Fiom/Cgil è stata convocata, separatamente rispetto agli altri sindacati, dalla Direzione aziendale Maserati. Al centro dell'incontro in tema cruciale dei volumi produttivi dello stabilimento modenese.

“Questo incontro, come gli altri incontri avvenuti dopo il riconoscimento dei diritti sindacali alla Fiom, continuano ad essere fatti in momenti distinti tra la RSA Fiom/Cgil e le RSA firmatarie del CCSL del Gruppo Fiat, con evidente atteggiamento discriminatorio – attaccano i metalmeccanici - Per la preoccupante situazione sul calo dei volumi produttivi che si sta venendo a creare nello stabilimento di Maserati di Modena sarebbe invece necessario iniziare un percorso che coinvolga tutti i sindacati presenti”.

La direzione aziendale Maserati nell'incontro di mercoledì scorso ha infatti comunicato che a partire dal mese di gennaio 2015 la produzione del marchio Maserati scende dalle attuali 19 vetture a 15 vetture, e che il progetto della Alfa 4C si stabilizzerà a 12 vetture giornaliere. “Ciò conferma le preoccupazioni da tempo sollevate solo da noi – prosegue la Fiom - mentre gli altri sindacati hanno sempre minimizzato giudicando esagerati gli allarmi Fiom, sostenendo che non ci sarebbe stato nessun problema in Maserati”.

Ma aldilà delle beghe di rappresentanza, il fatto è che purtroppo i volumi diminuiscono in modo significativo: si parla di 400 auto in meno tra Maserati e Alfa. L'altro tema molto preoccupante è che a fronte di un aumento di 400 vetture a marchio Alfa c'è un calo di 800 vetture a marchio Maserati, in un contesto di aumento di volumi produttivi e di vendita del marchio Maserati prodotto a Grugliasco. Un'intenzione abbastanza inequivocabile di mancata volontà di investire sulla produzione di vetture di alta gamma nello stabilimento di Modena. 

“Maserati – prosegue la Fiom - non ha ancora formalizzato ai sindacati quali siano per Modena i nuovi progetti che sostituiranno le produzioni attuali che stanno terminando il loro ciclo produttivo. L’unica decisione assunta da Maserati è che i lavoratori in distacco da altri stabilimenti (circa 70) saranno rimandati gradualmente nelle loro sedi lavorative di provenienza entro il 15 febbraio. E’ giunto il momento – concludono i rappresentanti Fiom – di convocare un'assemblea unitaria con tutti i lavoratori, anziché andare ad assemblee separate, e ottenere un mandato unitario per incontrare la Direzione aziendale”.

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