La Cisl trova un accordo con Castelfrigo, assunti 52 lavoratori delle coop

Mentre la Cgil prosegue la lotta e lo sciopero, Cisl ha negoziato un accordo che permetterò di reintegrare più di un terzo dei lavoratori licenziati dalle coop in appalto

Svolta positiva, almeno in parte, nella vertenza Castelfrigo. L’azienda assumerà dal 2 gennaio 52 lavoratori fino a oggi dipendenti delle cooperative Ilia D.A. e Work Service. Lo comunica la Fai/Cisl Emilia Centrale, alla quale i lavoratori delle due cooperative attualmente presenti in azienda avevano conferito nelle settimane scorse l’incarico di assisterli nel percorso di ricollocamento dopo che le due coop avevano disdettato l’appalto e annunciato il licenziamento dei 127 lavoratori impiegati alla Castelfrigo.

Un percorso di trattative che si è mosso su un binario separato rispetto a quello della Cgil, che ha scelto una mobilitazione di massa e forme di protesta decisamente accese, anche nel tentativo di sensibilizzare la politica sulla questione generale del lavoro nel comparto carni. La Cisl ha invece scelto la mediazione, talvolta criticando i toni troppo accesi da parte dell'altra sigla sindacale. Inevitabilmente, dunque, anche quest'ultima decisione è destinata a creare dissapori.

«I 52 lavoratori saranno assunti dall’agenzia per il lavoro Sapiens di Mantova – spiegano Daniele Donnarumma e Marco Ganzerli, sindacalisti della Fai Cisl Emilia Centrale, che fin dall’inizio della vertenza aveva chiesto alla Castelfrigo l'assunzione diretta dei soci lavoratori delle coop Ilia D.A. e Work Service - Il contratto di assunzione avrà durata di sei mesi (dal 2 gennaio al 30 giugno 2018), dopodiché si valuteranno le condizioni per la stabilizzazione e/o per un eventuale rinnovo del presente accordo. Ai lavoratori verrà applicato il ccnl dell’industria alimentare, nonché tutti gli eventuali accordi aziendali. In considerazione dei brevissimi tempi tecnici, i lavoratori saranno inizialmente inquadrati al quinto livello come previsto dal ccnl. Successivamente ci incontreremo con l’azienda per valutare le effettive mansioni svolte al fine di individuare il corretto inquadramento e l’anzianità convenzionale di servizio. I lavoratori verranno debitamente formati per acquisire le necessarie competenze tecnico-produttive e sulle tematiche di igiene e sicurezza degli alimenti.
Grazie a questo accordo, - sottolineano Donnarumma e Ganzerli – sono quasi 150 i posti di lavoro salvati, perché vanno considerati anche i dipendenti diretti della Castelfrigo, che ha seriamente rischiato di chiudere».

Ricordiamo, infatti, che, a causa della vertenza, la Castelfrigo aveva lamentato un calo di commesse e un danno di immagine. Inoltre l’azienda dovrà pagare le sanzioni amministrative “ereditate” dalle due cooperative. Nonostante questo, la Castelfrigo ha sempre dichiarato di voler continuare l'attività, riportando in azienda le commesse perse e recuperando il danno di immagine, ferma restando la sua solidità economica futura.

«Dopo aver valutato tutte le possibili soluzioni, abbiamo individuato un percorso transitorio che arrivi gradualmente alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, supportata anche da un’adeguata formazione professionale – aggiungono Donnarumma e Ganzerli – Quanto ai 55 lavoratori delle due cooperative per ora non stabilizzati, abbiamo la ragionevole speranza che una parte di essi possa essere assunta nei prossimi mesi dalla Castelfrigo. L’azienda, infatti, ha richiesto un periodo di tempo per valutare l’andamento della gestione e di bilancio. Il nostro auspicio, comunque, - concludono i due sindacalisti della Fai Cisl Emilia Centrale – è che i lavoratori eventualmente non assunti possano essere ricollocati presso altre aziende del settore».

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