Commercio ambulante, misure opportune e innovazione del mercato

Misure idonee e più attenzione per favorire l’ingresso di giovani nel commercio ambulante. Un settore che in Emilia-Romagna offre lavoro ad oltre 15mila persone

In Emilia-Romagna gli imprenditori ambulanti superano quota ottomila: al primo posto la provincia di Bologna con 1687 aziende, al secondo Modena che arriva a 1275 unità, al terzo Rimini (1101).

Tutto ciò, in termini di occupazione, si traduce in oltre 15mila posti di lavoro. Eppure, nonostante questi dati, è davvero raro, leggere di provvedimenti legislativi regionali che hanno l’obiettivo di sostenere l’evoluzione delle imprese degli ambulanti, anch’esse in costante lotta con le difficoltà di un andamento dei consumi che continua ad essere asfittico.

A richiedere una rinnovata attenzione a favore della categoria degli ambulanti è il Consorzio il Mercato di Modena che può vantare oltre un quarto di secolo di storia e che con i suoi 400 consorziati costituisce la più grande realtà italiana per numero di imprese aderenti.

Le criticità che preoccupano il Consorzio che gestisce, grazie ad una convenzione col Comune l’area mercatale del Parco Novi Sad, sono diverse. Buona parte di queste vanno affrontate direttamente dall’imprenditore che deve avere la capacità di innovare e di comprendere l’evoluzione del mercato; alcuni passaggi, “vitali” per la sopravvivenza stessa dell’azienda, richiedono però politiche concertate e condivise con l’amministrazione pubblica altrimenti si rischia di perdere pezzi dell’economia locale, ricchezza e posti di lavoro, oltre che di storia e tradizione. Oggi, ad esempio, si parla tanto di rinnovo del parco mezzi per ridurre l’inquinamento e rendere più sicuro il traffico sulle strade: prevedere incentivi per favorire l’acquisto di furgoni nuovi da parte degli ambulanti fornirebbe benefici su più fronti. Pensando poi alla continuità dell’impresa sarebbe utile prevedere formule che favoriscano il passaggio generazionale o, nel caso in cui non vi siano le condizioni, rendano praticabile la possibilità di subentrare da parte di giovani desiderosi di avviare un’attività in proprio.

“Una maggiore attenzione verso un settore che rimane vitale e apprezzato dalla clientela nonostante negli ultimi decenni abbia vissuto cambiamenti molto rilevanti- spiega il presidente del Consorzio il Mercato, Guido Sirri- dovendo assorbire da un lato una mutazione, spesso profonda, del modo di fare impresa e dall’altro una contrazione generale dei consumi che interessa non solo i negozi tradizionali. Come Consorzio, con il sostegno dell’amministrazione locale- prosegue Sirri- abbiamo sempre lavorato per rendere concreta e sostenibile l’integrazione tra imprenditori con culture spesso molto differenti tra loro e per mantenere una buona qualità della merce offerta alla clientela che frequenta il tradizionale mercato del lunedì. Ci sono però ambiti nei quali da solo l’imprenditore non può fare molto e per questo chiediamo all’amministrazione regionale di studiare agevolazioni che possano sostenere la trasformazione e l’evoluzione delle imprese del commercio ambulante” .

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