Commercio, il codice di autoregolamentazione parte zoppo

Accordo sottoscritto solamente da Amministratori locali, rappresentanti di media e grande distribuzione e associazioni di categoria. Assenti consumatori e sindacati: "Accordo pubblicitario che non tutela lavoratori"

Per il Comune è un buon documento di "autoregolamentazione condivisa", per la Filcams/Cgil un "accordo pubblicitario che non cambia la sostanza e non tutela i lavoratori". Questo il  “codice comportamentale sulle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio” firmato stamattina in Municipio da Amministratori locali, associazioni di categoria e rappresentanti della media/grande distribuzione. Assenti, invece, associazioni dei consumatori e sindacati del commercio. Nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Comunale, hanno firmato il codice Mirco Dondi, delegato di Coop Estense; Pierluigi Covili legale rappresentante di NordiConad; i signori Aguzzi per Supermecati Sigma e Ecu; Ruben Gasparini per il Supermercato Di Meglio; Alberto Crepaldi per Ascom Confcommercio; Claudia Zagni per Cna; Pierpaolo Montorsi per Lapam Licom; Guido Sirri e Fulgenzio Brevini per Confesercenti.

ACCORDO - Stando a quanto riportato dal Comune, altre realtà potrebbero firmare in futuro, visto che il codice si pone "aperto a nuove adesioni, verifiche periodiche e potenziali modifiche". Quanto proposto da Piazza Grande, secondo il sindaco Giorgio Pighi, rappresenta comunque “Un punto di equilibrio tra la facoltà concessa dalla legge di organizzare l’attività commerciale senza limiti di orario e giornate di apertura, il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a non rinunciare sempre al riposo festivo, il diritto dei consumatori a ottenere un servizio, il diritto di una collettività a veder riconosciuto il valore di alcune festività civili e religiose che sono parte della nostra tradizione e dei nostri valori”. Difficile ignorare l'assenza pesante dei sindacati: "Non c’è mai stata alcuna volontà di sostituirsi alla trattativa tra le parti sociali e, quindi, se i sindacati riusciranno a ottenere azienda per azienda condizioni migliori di quelle previste dall’accordo ne saremo soddisfatti”.

CRITICHE - Perché i sindacati hanno disertato la stipula? A spiegarlo è stato Marzio Govoni, segretario Filcams/Cgil: "Tutto il percorso di concertazione si è tenuto in un paio di ore complessive, distribuite tra i due incontri di giugno e settembre. Giovedì scorso le nostre osservazioni non sono state considerate dall'assessore alle politiche Economiche Daniele Sitta - ha affermato - Quindi non c'è stata nessuna condizione per firmare". Per Govoni è quanto mai significativo il fatto che a firmare si siano presentate esclusivamente aziende e associazioni datoriali: "Strano che l'accordo, trattando temi del lavoro, non coinvolga le organizzazioni sindacali dei lavoratori. L'accordo non le coinvolge perché la proposta di Sitta è insufficiente e mal scritta". Sul versante diritti dei lavoratori, ha osservato il sindacalista, "si riscontra un peggioramento rispetto alla normativa nazionale, dal momento che si prevedono 30 giornate di apertura festiva obbligatoria per lavoratore". Alla fine di tutto, quante domeniche chiuderanno i tre grandi ipermercati di Modena? "È una domanda senza risposta - ha chiosato Govoni - Questo è un accordo pubblicitario nato per motivi esterni alla tutela dei lavoratori".

 
 
 

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