Confagricoltura: "Manca l’accordo di partneriato, fermi i fondi del Psr"

Piano irriguo e biodiversità le questioni più spinose. Presidente Bergamaschi: “Ancora una volta la burocrazia ci ostacola”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Italia fanalino di coda negli accordi Ue sui fondi del Psr. È ancora in attesa di approvazione la bozza di partneriato con l’Unione Europea per il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, unico paese europeo ancora senza accordo. L’Europa mette a disposizione col Psr 2014-2020 1 miliardo 119 milioni di euro (nel Psr 2007-2013 erano oltre 1 miliardo 147 milioni di euro), divisi in sei aree, a loro volta divise in 18 focus aree. Le questioni più spinose riguardano due dei quattro Pon (Piano Operativo Nazionale) del Psr: il piano irriguo e quello relativo alle biodiversità.

Confagricoltura Modena si dice preoccupata per l’allungamento dei tempi di approvazione dell’accordo di partneriato e la presidente Eugenia Bergamaschi si unisce a quanto detto dal presidente regionale Guglielmo Garagnani, ribadendo come l’attuale situazione di stallo sia oltremodo dannosa per le aziende agricole: «Gli aiuti comunitari dovrebbero favorire gli imprenditori agricoli attraverso lo sviluppo di reti d'impresa e filiere produttive agroalimentari; accompagnare la creazione di mercato; concorrere alla realizzazione di aziende più strutturate e specializzate. Il rischio invece è di portare nuova linfa a sovrastrutture come gli Enti e i Consorzi di Bonifica che hanno, tra i principi fondanti, il compito di tutelare la sicurezza nazionale e che proprio per questo motivo dovrebbero essere finanziati con fondi statali».

La Regione Emilia-Romagna sta lavorando intensamente per raggiungere un accordo nel minor tempo possibile ed entro la fine di gennaio è previsto un incontro con Valtiero Mazzotti, direttore generale Agricoltura Regione Emilia-Romagna: «Gli agricoltori non sanno ancora quante risorse arriveranno dall’Europa e questo non gli permette alcun tipo di programmazione. Nel nostro Paese la burocrazia rimane l’ostacolo principale per fare impresa, ci aspettiamo – conclude Bergamaschi – che la situazione si sblocchi in tempi brevi».

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