Cpl Concordia, spaventano i 500 esuberi previsti in due anni

Sarebbero 380 quest'anno e 120 il prossimo i lavoratori che la coop concordiese dovrebbe lasciare a casa a fronte di un calo del fatturato superiore al 30%. Intanto si valutano rivalse legali contro gli ex dirigenti coinvolti nell'inchiesta

Una perdita secca di fatturato del 31%, in parte dovuta alla crisi, in parte alla perdita di contratti legati all'interdittiva che ha escluso Cpl Concordia dalla white list. Così, rispetto ad un budget che prevedeva 378 milioni, la riduzione di 120 milioni di euro di ricavi, 35 legati ad appalti vinti ma non firmati a causa dell'ingresso nella lista nera a seguito dell'inchiesta che ha portato all'arresto dei vertici della cooperativa, determinerà nell'immediato un intervento sulla forza lavoro: 380 gli esuberi dichiarati per l'anno in corso da Cpl (su oltre 1.800 dipendenti) e altri 120 per il 2016, quando andranno a scadenza alcune commesse.

Per questo il nuovo management del colosso modenese dei servizi, travolto dalle inchieste della Procura di Napoli sulla metanizzazione dell'isola di Ischia, auspica che a fronte degli sforzi fatti per riportare la cooperativa sulla strada giusta, le istituzioni possano valutare se, per usare le parole del presidente Mauro Gori, "sussistano ancora le ragioni per cui un'azienda che è già cambiata e ha dimostrato di voler cambiare ulteriormente, possa uscire dall'interdittiva, che non è l'unica ragione dei problemi di Cpl, ma ha concorso ad accentuarli".

Il consiglio di amministrazione di Cpl Concordia ha poi affidato un incarico legale per verificare se ci sono gli estremi per intraprendere un'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici della cooperativa, travolti da alcune inchieste giudiziarie per corruzione nell'ambito di alcune gare d'appalto.

"L'organismo di vigilanza - annuncia il presidente Mauro Gori al termine dell'assemblea dei soci di oggi - ha proposto al cda di proporre a sua volta all'assemblea un'azione di responsabilita' nei confronti degli ex amministratori. Il cda ha incaricato un legale per verificare se ci sono gli estremi per farlo. Non andremo a fare delle azioni avventate nei confronti di nessuno". Di certo, rivendica Gori, si tratta di "un atto netto e definitivo di dissociazione dalle precedenti gestioni". Nello stesso modo va letta la decisione di non dare ulteriore esecuzione al contratto di sponsorizzazione del Modena Calcio, cosa che produrrebbe un risparmio per Cpl di 1,6 milioni in due anni. "Auspichiamo una soluzione bonaria con la societa'", afferma Gori.

(DIRE)

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