Assemblea dei lavoratori CPL, danno da 132 milioni per appalti sospesi

Su quasi 2mila contratti della coop modenese, circa il 75% viene da enti pubblici. Ieri si è tenuta un'assemblea allargata a tutte le sedi nazionali di CPL per fare il punto sugli ammortizzatori sociali

Arriva fino a 132 milioni di euro la stima del valore delle sospensioni o risoluzioni di contratti per la Cpl Concordia. Dopo la bufera giudiziaria per le vicende di Ischia, la coop modenese ha dovuto registrare subito le prime disdette contrattuali. è il caso di Hera, con contratti singoli attorno ai sette milioni di euro, ma anche la giunta regionale aveva annunciato lo stop all'appalto del Ced, seppur su questo lunedì al summit in Regione l'assessore Palma Costi si è mostrata cauta e non ha fornito aggiornamenti. In ogni caso, senza white list antimafia soprattutto con la pubblica amministrazione è ben difficile lavorare. E Cpl registra oltre il 75% dei propri appalti proprio con gli enti pubblici, su 1.970 contratti in totale.

Il dato sui 132 milioni è emerso questa mattina a margine dell'assemblea dei lavoratori a Concordia, promossa dai sindacati in modo unitario: erano presenti circa 300 lavoratori, su 1.800 addetti complessivi Cpl. In particolare, l'assemblea si è tenuta in modalità 'allargatà a livello nazionale tramite una videoconferenza dei presenti con tutti gli altri siti italiani dove Cpl risulta molto attiva (Salerno, Napoli, Fano, Roma, Melegnano, Bologna, Padova, Arezzo). Come già emerso dal tavolo regionale dei giorni scorsi, sulla carta ci sono 30 giorni di tempo, a partire dal provvedimento prefettizio di esclusione dalla white list, per nominare il commissario o i commissari (la norma dice fino a tre) già annunciati dal prefetto Michele Di Bari e dal presidente nazionale dell'Anticorruzione Raffaele Cantone, in base all'ormai noto decreto 90 del 2014 convertito.

Posto che la firma di Di Bari sulla sospensione dell'antimafia è del 24 aprile, bisogna dunque far presto: senza eventuali proroghe, non da escludere del tutto, sulla carta ci sarebbe tempo fino a domenica per nominare i commissari e scongiurare, cosi', la strada spalancata ad altre rinunce contrattuali. Contro le imprese che hanno stracciato o sospeso contratti prima del tempo, comunque, il nuovo Cda della Cpl, per cautelarsi, ha annunciato di voler ricorrere al Tar.

Intanto, questa mattina in assemblea ha tenuto banco anche il problema degli ammortizzatori sociali idonei per tutelare l'occupazione in questa fase. È stato uno degli argomenti al centro del tavolo in Regione lunedi', fra l'altro: inizialmente Cpl aveva annunciato la cassa integrazione ordinaria per 120 addetti (a salire), ma si è capito ben presto che questa strada sarebbe stata poco percorribile. Lo spiega per la Filca-Cisl Marco Suffritti: "La Cigo, come ammortizzatore in campo quando in sostanza non ci sono implicazioni societarie nella crisi, non era uno strumento idoneo e la si è accantonata. La cassa straordinaria Cigs è al momento la strada verso cui si sta virando, ma a sua volta- precisa il sindacalista Cisl- andrebbe in un qualche modo adattata al complesso quadro della cooperativa Cpl. Restiamo in attesa, anche e soprattutto dei segnali da Roma".

(DIRE)

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