Mondo del lavoro, i dati CNA: più disoccupati nell'ultimo biennio

Secondo il quadro fornito dai dati del CNA gli occupati con meno di 30 anni siano passati dal 27% della forza lavoro all'attuale 23,3% nell'ultimo biennio

La fotografia del mondo del lavoro modenese non è delle migliori: la disoccupazione giovanile è un fenomeno in crescita che va a gravare economicamente sempre di più sulla collettività.A testimoniarlo i dati elaborati da CNA relativi ad oltre 32.000 occupati di 4.200 imprese con meno di 20 dipendenti nel biennio 30 giugno 2009 – 30 giugno 2011. Si tratta di numeri che mostrano come, a livello provinciale, gli occupati con meno di 30 anni siano passati dal 27% della forza lavoro all’attuale 23,3%. Si tratta dell’effetto combinato di due tendenze: da un lato il mancato turn over dei posti lasciati liberi da chi ha abbandonato il lavoro, dall’altro il progressivo innalzamento dell’età pensionabile.

I numeri - L’analisi inizia con una sorpresa: l’aumento dell’occupazione registrato tra il 30 giugno 2009 e la stessa data del 2010: +3,4%. Ma nell’anno dopo il tracollo: tra il 2010 e il 2011 la perdita di occupazione è pari al 9,7% (-6,7% tra giugno 2009 e giugno 2011).Questa emorragia coinvolge soprattutto gli under 30, la categoria dove si concentra il 78,9% di coloro che hanno perso posti di lavoro negli ultimi due anni. Infatti, nel biennio gli occupati con meno di 30 anni diminuiscono del 19,4%, quelli tra i 31 ed i 50 anni del 4,2% mentre rimangono sostanzialmente stabili gli over 50.

Di riflesso diminuiscono anche i contratti a tempo determinato e gli apprendisti. I primi, nel biennio considerato, scendono dal 6,8% dei contratti di assunzione complessivi al 5,9%, i secondi dal 10,5% del 30 giugno del 2009 al 10,2% alla stessa data del 2011. Insomma, meno occupati, ma un maggior numero di contratti a tempo indeterminato, almeno nelle imprese sino a 20 dipendenti.

Le aree - L’età della forza lavoro varia anche di molto da una zona all’altra. E’ notevolmente più bassa in Appennino, dove gli under 30 rappresentano un occupato su tre (il 32,6%), forse anche a cuasa delle difficoltà logistiche che rendono più difficili gli spostamenti. Le Terre d’Argine, invece, è il territorio dove i giovani sono maggiormente penalizzati (18,8% della forza lavoro: meno di uno su cinque). Di contro, la zona del capoluogo è quella dove è maggiore l’incidenza degli over 50 (19,1), l’Appennino il territorio dove questa quota è minore (16%).

Sempre l’Appennino è la zona dove più elevato il numero di lavoratori sia a tempo determinato (16,9%), probabilmente per la più elevata presenza di strutture turistiche, l’attività stagionale per eccellenza. La maggior diffusione di contratti di apprendistato la ritroviamo invece nelle Terre di Castelli, zona dove peraltro la presenza di occupati under 30 – quella che tipicamente viene assunta con questo contratto – è al di sopra della media provinciale.

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