Quanto costa un terremoto? L'analisi di Cna sui numeri del sisma emiliano

Presentato oggi da CNA Emilia Romagna un dossier sui Comuni colpiti dal terremoto, che mette in luce la tragedia economica e non solo umana: 3,1 miliardi di danno alle imprese e perdita del 20% dei posti di lavoro dell'intera regione

É il giorno in cui il ricordo degli emiliani va a quei tragici giorni di un anno fa, scossi da un evento che ha cambiato radicalmente la realtà di centinaia di migliaia di persone. Ma anche in questo giorno non mancano le fredde analisi economiche, che tracciano il bilancio drammatico di una realtà produttiva che è stata sull'orlo del tracollo completo. A parlare questa volta sono i dati di CNA Emilia Romagna, raccolti in un dossier predisposto dal Centro Studi Sintesi, presentato questa mattina nel corso di una Conferenza tenutasi a Bologna.

LA FOTOGRAFIA - L’area colpita è un territorio ad elevata concentrazione demografica e produttiva: 540mila abitanti, 51mila imprese e 190mila addetti. In quest’area opera il 16,2% delle imprese manifatturiere dell’Emilia Romagna. E’ un territorio che vale il 2% del Pil nazionale. Il danno economico è stato enorme: sul fronte delle imprese, oltre alle aziende direttamente colpite, vi sono quelle che hanno subito gli effetti negativi del calo degli ordini (riduzione media del fatturato pari al 30%). Il valore aggiunto perso a causa del sisma è di 3,1 miliardi di euro. Sul fronte dell’occupazione, Banca Italia stima in 2.400 i posti di lavoro dipendente perduti nel comparto industriale (il 20% del totale regionale) nel 2012. Un territorio gravemente ferito, del quale abbiamo voluto misurare il “valore” oggi in termini sociali, occupazionali, economico-finanziari, fornendo una fotografia aggiornata ed analitica degli effetti sui Comuni interessati. 

LA RICCHEZZA - “Nella valutazione dell’impatto che il sisma del maggio 2012 ha avuto sui Comuni emiliano romagnoli – spiega Alberto Cestari ricercatore del Centro Studi Sintesi – abbiamo innanzitutto identificato il valore dei 33 Comuni colpiti in termini socio economici. Ma non solo: i 337mila contribuenti di questo territorio hanno dichiarato nel 2010 oltre 7,6 miliardi di redditi (5,5 miliardi senza il capoluogo ferrarese). Per quanto concerne i depositi bancari, i dati di Banca Italia censiscono un ammontare di 9 miliardi di euro. I Comuni colpiti possono essere ulteriormente ripartiti a seconda del livello dei danni provocati”. 

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MODENA - L’analisi dei dati ottenuti ripartendo i Comuni terremotati secondo la provincia di appartenenza vede spiccare il Modenese: con oltre il 40% dei Comuni colpiti dal sisma; questo territorio conta complessivamente 195mila abitanti e 20.000 imprese, con circa 78.000 addetti. Se si esclude il capoluogo, i Comuni della provincia di Ferrara sono secondi per ampiezza demografica (poco meno di 78.000 abitanti) e di imprese attive (7.000). In provincia di Reggio Emilia, i centri urbani colpiti sono 7 per una popolazione complessiva di quasi 70.000 abitanti ed oltre 6.500 aziende. Infine, il Bolognese conta 5 Comuni inseriti nell’area terremoto, nei quali risiedono circa 65.000 persone e lavorano poco meno di 17.400 addetti.

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