L’export cresce a Modena, torna a salire anche quello dei ‘piccoli’ con un +2,1%

Ricerca periodica Confartigianato Lapam su export manifatturiero con focus sui settori ad alta concentrazione di piccole imprese

A Modena l'export manifatturiero delle micro e piccole imprese (fino a 50 addetti), torna a crescere. Le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di piccole imprese, infatti, dopo un calo negli ultimi due anni, torna a salire nella nostra provincia. A dirlo una ricerca di Confartigianato Lapam, che evidenzia come nella nostra provincia l’export manifatturiero in generale nel terzo trimestre 2019 abbia fatto registrare una crescita in termini assoluti dello 2% (da gennaio a settembre 2018 la quota è di 9 miliardi, 622 milioni e 800mila euro) al nono posto assoluto in Italia e al secondo in regione dietro Bologna, mentre nei settori a più alta concentrazione di micro e piccole imprese si registra una crescita: +2,1% rispetto all’anno precedente.

In termini assoluti i settori a più alta concentrazione di micro e piccole imprese esportano merci per poco meno di 2 miliardi di euro (1.996,6 milioni), un numero che pone Modena al 15esimo posto in Italia in questa particolare classifica.

A livello nazionale il dato complessivo è in linea con i dati locali, con un +2,1% a livello globale e con un balzo del 3,8% nei settori a più alta concentrazione di pmi.

“In questo avvio di 2020, però, gravano alcuni fattori di incertezza che influenzano il commercio estero – sottolinea Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato -. Il prossimo 13 gennaio le autorità statunitensi concluderanno una consultazione relativa a 92 prodotti correntemente soggetti a dazi e ad oltre 300 prodotti italiani che sono presi in considerazione per essere gravati da nuovi dazi, che potrebbero arrivare fino al 100%. Il 31 gennaio scatta la Brexit e queste settimane sono decisive per la definizione di un accordo di commercio in grado di attenuare gli effetti sugli scambi commerciali dell’uscita del Regno Unito dell’UE. Per finire la frenata della manifattura tedesca sta determinando sensibili effetti sulla domanda del made in Italy, con 24 province che registrano una flessione dell’export verso la Germania. Fortunatamente – chiude Luppi – Modena cala soltanto dello 0,1% nel terzo trimestre 2019 nell’export verso la Germania, ma le difficoltà della cosiddetta locomotiva d’Europa rischiano di pesare non poco sul futuro della nostra manifattura”.

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