Piccoli segnali di ripresa dall'industria, una fabbrica su tre resta aperta ad agosto

Confindustria Emilia presenta i dati più recenti sulle aziende del territorio, che riescono ad intravedere spiragli positivi

Piccoli e positivi segnali, su ordini e fatturato, ma non ancora grandi miglioramenti. Intanto uno su tre si dice pronto a tenere aperto in agosto, iniziando a recuperare, si spera, un po' di margini persi. È il trend che accompagna la complessa ripartenza delle imprese associate a Confindustria Emilia, che oggi col suo presidente Valter Caiumi illustra il terzo sondaggio interno, da quando è scoppiata la pandemia, confezionato per avere il polso della situazione. 

Mentre emerge nemmeno un 1% di irregolarità sulle misure di prevenzione di sicurezza, e non oltre 10 contagi Covid in maggio, conferma Caiumi sul capitolo della tutela dei lavoratori, sono state sentite dall'1 al 10 giugno a 3.364 imprese: hanno risposto 879 associate, che rappresentano quasi 58.000 dipendenti e oltre 22 miliardi di euro di fatturato (l'86% delle aziende è manifatturiero, per il 95% di dipendenti e il 97% di fatturato). 

Dunque, la congiuntura industriale di Bologna-Modena-Ferrara riferita al mese scorso "permane in zona critica", mostrando pero' lievi segnali di miglioramento: infatti, (non oltre) il 78% prevede una riduzione consistente del proprio portafoglio ordini (quota che a marzo era del 70% e ad aprile dell'80%) mentre l'86% prevede una riduzione del fatturato 2020. Quindi, oggi un 14% prevede un fatturato in linea, mentre a marzo non si andava oltre il 6%. 

"È un segnale positivo- osserva Caiumi- riconducibile ai settori che si sono mossi della media in questa fase, quindi chimica, farmaceutica, salute e packaging". Sul fronte banche, poi, ad aprile l'84% di chi aveva fatto ricorso al decreto Liquidità registrava fino ad un 84% di domande inevase, mentre adesso si è scesi al 60%. In ogni caso, nel frattempo, "molte aziende, fino al 68%, hanno intrapreso linee di credito personali visti i ritardi", nota il presidente industriale.

Inoltre, il 56% degli intervistati del campione di Confindustria Emilia, pari a oltre 16 miliardi di fatturato, non ha chiesto la moratoria. E, comunque, appare "meno negativa rispetto ad aprile" la situazione per chi ha uso il decreto Liquidità. Intanto, ora le richieste di cassa integrazione hanno riguardato il 63% degli organici aziendali, contro il 69% di marzo e il 79% di aprile, pari a 36.517 lavoratori. "Sono tanti", rileva Caiumi. Più su misure di sicurezza e contagi, la quasi totalità delle aziende tra chi ha risposto, il 99%, "ha dotato i propri dipendenti di Dpi, ha aumentato le misure di prevenzione necessarie alla limitazione dei contatti interni e coi visitatori e assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica degli ambienti (97%)". 

I test sierologici? Sono stati impiegati dal 9% delle aziende associate, per un totale di 5.364 test che sono risultati positivi nello 0,8% dei casi. I controlli sull'applicazione del protocollo di sicurezza del 24 aprile, in questo quadro, hanno riguardato poi il 13% delle aziende associate. Il 2,5% è stato sottoposto anche a verifica del codice Ateco e "solo in meno dell'1% dei casi sono state riscontrate irregolarità e nell'11% suggerimenti". Passando alle previsioni, su luglio nel campione esaminato di 58.000 dipendenti il 37% sarà ancora in smart working, mentre 43.943 lavoratori non useranno i mezzi di trasporto pubblici. E il 33% delle aziende intervistate, per il 38% dei dipendenti, intende comunque non chiudere l'attività in agosto.

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