Ricostruzione, la F.lli Baraldi si appella alla Prefettura per rientrare nella "white list"

L'appello di Mario Lugli, neo presidente della ditta di San Prospero: "Non esistono più le motivazioni legate all'interdittiva poiché la cosiddetta figura anomala di collegamento con altre imprese non ha più rapporti di lavoro con noi dal 5 febbraio e l'amministratore unico si è dimesso"

Ruspa della Fratelli Baraldi

L'obiettivo è sempre quello: ottenere una revoca dell'interdizione dalla "white list" delle imprese pulite per garantire futuro a 500 persone tra dipendenti e indotto. Questo l'appello lanciato alla Prefettura di Modena da parte di Mario Lugli, neo presidente della 'Fratelli Baraldi', ditta di San Prospero di Modena specializzata in demolizioni ed esclusa lo scorso dicembre dalla lista delle imprese ritenute non a rischio di infiltrazioni malavitose e quindi attivabili nella ricostruzione post terremoto.

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"Non esistono più le motivazioni legate all'interdittiva - ha detto Lugli - in quanto la cosiddetta figura anomala di collegamento con altre imprese non ha più rapporti di lavoro con la Fratelli Baraldi dal 5 febbraio e l'amministratore unico si è dimesso. Il nostro nuovo cda ha anche approvato un codice etico vincolante per ogni soggetto dell'azienda". I lavori bloccati in carico alla Fratelli Baraldi hanno un importo complessivo di 23 milioni di euro e riguardano anche opere non legate al terremoto, come al Policlinico di Milano. "Abbiamo il massimo rispetto per i funzionari che hanno riavviato la procedura di riesame - ha detto Lugli - ma qui c'é di mezzo la sopravvivenza di una delle più importanti e sane aziende del Modenese". Il presidente della Fratelli Baraldi ha anche fatto presente come la Regione non abbia pagato i 2,5 milioni di euro dovuti per i lavori già ultimati.

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