Lavorazione carni, se salta l'accordo si agita lo "spettro" ispezioni

Vertice tra politica, sindacati e associazioni datoriale in Provincia (assente SI Cobas), per cercare un dialogo nel delicato settore delle cooperative di facchinaggio e di macellazione nel comarto modenese

Per cominciare a risolvere davvero i problemi nel comparto modenese della lavorazione delle carni, tutte le parti in causa, dai sindacati alle associazioni degli imprenditori, devono fare uno sforzo nuovo verso la promozione delle regole e della legalità. E in questo senso spunta un protocollo ad hoc, già condiviso da sindacati e cooperative ma tuttora aperto, a dettare la linea: l'impresa che non si adegua alle regole, d'ora in poi, si prepari a ricevere piu' probabilmente la visita tempestiva degli ispettori. 

È questo il senso della proposta del presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, oggi ai propri interlocutori del "tavolo carni", di nuovo insieme dopo le tensioni ai cancelli di questi ultimi mesi. In particolare, il tema delle ispezioni appare quello fondamentale: in caso di segnalazione su eventuali contratti o diritti non rispettati, naturalmente, la Direzione del lavoro verificherà comunque, ma nel caso dei controlli programmati in seno agli ispettori si tenderà a 'visitare' prima le imprese che non firmano il protocollo. In tutto questo, un certo pressing monta attorno a Confindustria, secondo i sindacati spesso 'cauta' sui problemi del comparto, e alla sua decisione di firmare o meno l'accordo in questione. 

Se ne riparlerà, comunque, al prossimo incontro in Provincia dopo capodanno, dopo quello interlocutorio di questa mattina. "Sulla situazione del comparto della lavorazione delle carni tutte le parti interessate devono impegnarsi a fornire tutte le risposte necessarie per trovare un accordo", chiarisce intanto Muzzarelli dopo l'incontro. Hanno partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Lapam, Cna e centrali cooperative, oltre al sindaco di Castelnuovo Rangone Carlo Bruzzi.

Insiste il sindaco di Modena: "Presenteremo le nostre proposte in gennaio affinchè si possa discutere su un'ipotesi concreta in grado di mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità. Le recenti tensioni in alcune aziende del settore hanno riproposto il tema, non piu' rinviabile, delle conseguenze del ricorso massiccio a personale di cooperative esterne in appalto- ricostruisce Muzzarelli- per svolgere mansioni interne alle aziende. Il problema va affrontato con senso di responsabilità per garantire dignità del lavoro, competitività delle imprese e la qualità di prodotti che rappresentano un settore fondamentale dell'economia modenese". 

Nel corso dell'incontro i rappresentanti dei sindacati dei lavoratori (sono intervenuti Manuela Gozzi della Cgil, Domenico Chiatto della Cisl ed Ennio Rovatti della Uil) hanno sottolineato la necessità di affrontare "il problema del rispetto della legalità, dei diritti e della dignità dei lavoratori e della introduzione della clausola sociale a tutela dell'occupazione". Simone Gradellini di Confindustria, dicendo di apprezzare "la disponibilità" della Provincia, ha ricordato che sul problema servirebbe anche "un intervento regionale e nazionale, perchè non riguarda solo Modena". Tema ripreso, fra l'altro, anche da Luca Fiorentini di Lapam. Alessandro Monzani di Confcooperative, invece, ha illustrato il percorso avviato quest'anno con i sindacati per trovare un'intesa all'interno del mondo cooperativo per, dice Monzani, "migliorare la situazione". Il sindaco Bruzzi ha concluso rilevando che la "situazione è grav,e con forti tensioni sociali anche tra i lavoratori" e auspicando "l'impegno di tutte le parti per trovare soluzioni migliorative".

(DIRE)

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