Sul Tamigi si beve birra "Panaro", l'avventura dei modenesi di ORA Brewing

Daniele, Pietro ed Emanuele: sono i tre ragazzi modenesi che poco più di dieci anni fa hanno iniziato a produrre birra in un garage. Ora gestiscono un birrificio di successo a Tottenham, nel cuore di Londra

Immagina di trovarti con due amici, ogni sabato, nello stesso garage. Uno di voi ha frequentato un corso su come produrre birra. Vi racconta, sembra interessante. Perchè non provare? Ha inizio così la storia che vi raccontiamo oggi, fatta di amicizia, sacrifici e divertimento. E' proprio così che in un pomeriggio del lontano -si fa per dire- 2005, Daniele, Pietro ed Emanuele armati di pentolone e frigorifero iniziano a produrre la loro prima birra. Questi tre ragazzi modenesi, non si sono lasciati intimidire dal mare che c'è tra il dire e il fare. Hanno attraversato la Manica per inseguire i loro sogni e oggi, a quattordici anni di distanza, hanno un birrificio di successo a Tottenham, nel cuore di Londra, che vende a più di 150 locali inglesi. Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Daniele, che ci ha parlato della loro storia fatta di progetti presenti e futuri, il racconto di un viaggio che potrebbe virare verso la loro -la nostra- città natia. 

Daniele, due parole su di te. Vogliamo avere la prova che tu sia un modenese DOC! 
Quattro cose: il Calendario di frate indovino, le feste di compleanno al Burghy, la preda ringadora, le gite scolastiche da Casa Modena a vedere come si fa la mortadella.. passato il test?

Ora che abbiamo la certezza che tu sia "uno di noi" possiamo iniziare. Ho letto sul vostro sito web che tutto è iniziato in un piccolo garage, raccontaci come.
Via Aosta 65. Pietro aveva seguito un corso su come fare la birra e abbiamo detto “proviamo?”. Un amico ci regaló un pentolone, Pietro recuperó un frigorifero in prestito e cominciammo. Considera che allora non c’era ancora Brewdog, si sentiva giusto parlare di Menabrea come birra “artigianale” e al posto di Zona artigianale c’era il Katamarano rock. Da modenesi, l’esposizione alla birra artigianale era molto inferiore rispetto a quella attuale. In effetti i primi tentativi furono disastrosi. I vicini di casa bussavano lamentandosi di esplosioni notturne e fetori strani provenienti dal sottoscala.

Quando è nata ORA brewing, avete pensato subito di esportare il vostro business all'estero? Cosa consiglieresti ad un giovane che oggi vuole intraprendere un percorso imprenditoriale?
Era il 2005. Dopo anni di test, piccoli affinamenti e vari assaggi, Assieme a pietro e Giacomo mettemmo a punto un paio di ricette che producevamo a ripetizione ogni sabato nel mio garage. Bastava giusto ad assestarci durante la cotta del sabato successivo. Continuammo per anni come hobby, poi nel 2014 mi trasferisco a Londra per lavoro. Mi si apre un mondo completamente nuovo: più di 100 birrifici solo a Londra, birre nuove e sperimentali da assaggiare ogni settimana, spesso prodotte in modo rudimentale in garage o container. “Like a baby in a candy shop”, come dicono gli inglesi. In questo contento, non capivo come mai birre commerciali quali Peroni e Moretti spopolassero tra il pubblico inglese, e le birre artigianali italiane fossero quasi del tutto assenti. Allora ci diciamo “ci proviamo noi?” Lì è nata ORA brewing, che non significa “Adesso” ma “ombra”, come in dialetto modenese. Come il contadino che lavora in campagna tutto il giorno e a fine giornata si riposa all’ombra di un albero. Perchè provarci a Londra e non In Italia? Perché il Regno Unito è un mercato gigantesco per la craft beer. Ma anche molto complicato.

Parlando di numeri, siete riusciti a vendere la vostra birra in più di cento pub e ristoranti di una delle città con più concorrenza al mondo. Quale credi sia il vostro punto di forza? Il fatto di essere italiani a Londra è un valore aggiunto o un'etichetta difficile da togliere?
Bella domanda. È complicato: a Londra il 70% dei locali fa parte di catene - in cui il processo decisionale è lungo e ad ogni minimo errore, giustamente se fuori. Ed è come se un inglese decidesse di aprire una pizzeria in centro a Napoli. Secoli di tradizione e contaminazione, non facile da capire per emigrati come noi. Ma è un mondo davvero affascinante. In cui birrifici di vecchio stampo producono birre sperimentali per avvicinarsi al pubblico più giovane, e birrifici innovativi lavorano per riscoprire ricette tradizionali. La cultura del pub è molto simile a quella delle trattorie, luoghi popolari in cui gente di diversa estrazione si ritrova a bere assieme. E noi ci siamo ritrovati subito a nostro agio.
Il nostro punto di forza finora è stato avere un DNA chiaro: ORA e’ un birrificio indipendente che vuole unire materie prime italiane a stili birrari contemporanei. A Londra ci riconoscono tutti come “the Italian brewers based in Tottenham”. L’italianità è al centro del nostro progetto. per esempio Abbiamo lanciato una birra che si chiama “Balsamic”, una milk stout con aceto balsamico di Spilamberto (acetaia Rossi Barattini), che è stata citata da CAMRA tra le birre più innovative del 2018. O “limoncello”, una IPA con limoni femminello IGP di Sorrento.

In tutte le vostre birre c'è un tocco di modenesità, a partire dal nome. Nostalgia o "patriottismo"? Pensate di tornare a casa in un futuro?
È semplicemente parte di noi. Le nostre birre si chiamano “Ermes” e “Panaro”, due chiari riferimenti alla mostra modenesità. Non so dove andremo a finire in futuro, ma saremmo molto felici di vedere le nostre birre in giro anche a Modena..

Avete in cantiere nuovi progetti?
Un sacco! Abbiamo appena recuperato delle vinacce e delle botti di Chardonnay da un produttore di vino inglese, che useremo per produrre una birra a fermentazione mista (lo stile si chiama Italian grape ale). Poi stiamo recuperando un po’ di botti di bourbon per invecchiare qualche birra... e a febbraio dell’anno prossimo ci spostiamo dalle bottiglie alle lattine. Nel frattempo abbiamo iniziato a esportare in Italia tramite un distributore di nome Big Hop, che permetterà di comprare le nostre birre ad ogni locale italiano interessato.

Una piccola curiosità: produrre birra in un garage... una passione particolare per per tre giovani ragazzi. Non è che per caso avete qualcosa da nascondere?
Una cosa in effetti si: sai quel frigo di cui ti parlavo? Ce lo aveva prestato una parrocchia 15 anni fa.. e glielo dobbiamo ancora ridare!
 

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