Lavorazione carni, i fratelli Levoni: "Via i blocchi o rischiano 400 addetti"

"Non siamo ottocenteschi. E' la crisi che sta mettendo a dura prova le nostre attività". Lo sottolineano i titolari di Global Carni e Alcar Uno, aziende al centro di una dura contestazione sindacale sugli appalti del facchinaggio

“Abbiamo riflettuto a lungo prima di rispondere alle pesanti accuse che ci venivano rivolte sui media in questi giorni, a seguito degli scioperi e dei blocchi dell’attività che hanno subito le nostre aziende”, affermano i fratelli Levoni, titolari dell’Alcar Uno di Castelnuovo Rangone e della Global Carni di Spilamberto. L'azienda ha infatti diramato un comunicato stampa per chiarire la propria posizione, all'indomani dell'ennesimo presidio e degli scontri fra lavoratori e Polizia davanti allo stabilimento di via della Pace.

L'azienda del gruppo Levoni, così come altre del distrtetto modenese della lavorazioni carni, è al centro di una diatriba molto aspra, che si gioca tutta sul filo della legalità in materia di normativa del lavoro. Gl imprenditori però non hanno dubbi: “La consapevolezza di avere sempre portato avanti il nostro mestiere di imprenditori con la massima correttezza e nel pieno rispetto della legalità ci induceva a non prendere in considerazione affermazioni false e al limite della querela e a concentrarci sempre di più sulle nostre attività, nell’ultimo anno messe a dura prova dalla crisi dei consumi che sta interessando tutto il settore delle carni".

I Levoni puntano quindi il dito contro i "blocchi selvaggi messi in opera dai Cobas", spiegando come il ciclo di lavoro delle carni fresche non possa subire interruzioni. "Tenuto conto che quest’anno dovremo registrare un calo dei volumi di carni lavorate quasi del 10% all’Alcar Uno e del 15% alla Global Carni, è facile immaginare quale ulteriore danno può provocare questa crisi. Non vorremmo arrivare a mettere in condizioni di rischio i 400 collaboratori che direttamente e indirettamente lavorano nella nostra filiera", spiegano gli imprenditori.
 
"Per quanto riguarda le disdette contrattuali con la cooperativa Alba Service, vorremmo puntualizzare innanzitutto che i contratti di appalto che avevamo stipulato come Alcar Uno e come Global Carni erano perfettamente conformi alla normativa vigente e certificati dalla Fondazioni Marco Biagi – spiegano nel merito i Levoni - La forte contrazione del mercato delle carni ci ha portato, purtroppo, a ridurre in maniera consistente le linee di produzione della Global Carni. Pertanto, non è stato possibile riconfermare l’appalto che dava lavoro a 51 dipendenti di Alba Service. Gli altri 55 dipendenti sono stati invece tutti riassorbiti da una nuova società che continuerà a operare con Alcar Uno”.

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