Maserati e la ricerca, l'automotive e gli ingegneri modenesi “poco specializzati”

Il convegno “L'Emilia dei Motori” organizzato da Confindustria pone l'acccento sul rapporto tra università e imprese. Il tecnico Maserati Fedeli punta il dito contro la scarsa offerta territoriale, riaprendo il tema della formazione ultraspecialistica che gli Atenei italiani non riescono a fornire

"Il mondo dei motori non è già più lo stesso oggi e non sarà più lo stesso domani. O il sistema locale si evolve ulteriormente, o le aziende andranno a cercare capacità e competenze fuori da Modena". Lo ha detto ieri a Modena il direttore tecnico di Alfa e Maserati Roberto Fedeli, nell'ambito della giornata ribattezzata "L'Emilia dei motori - Un modello per la crescita", di scena al Tecnopolo Unimore in presenza di aziende e istituzioni. In molti gradirebbero da Fedeli qualche aggiornamento sul 'tormentone' del mantenimento della produzione a Modena di Maserati, visto che dal 2017 gli attuali modelli andranno in declino e visto che le new entry (Alfieri?), nel caso, potrebbero entrare nel vivo solo negli anni successivi. 

Dentro le prospettive e gli aspetti più politici, tuttavia, Fedeli non può entrare e quindi si rifà ai recenti annunci del premier Matteo Renzi e del governatore Stefano Bonaccini, dopo i colloqui con l'ad Fca Sergio Marchionne, tesi a rassicurare su posti di lavoro e produzione medesima. "Le cose sono state dette e sono state dette nelle sedi opportune, a noi tecnici spetta di occuparci di quel che dovrà essere prodotto. I messaggi sono già stati dati", si defila sul tema Fedeli, a margine del convegno al Tecnopolo. In ogni caso, diverse incognite restano e la ricerca promossa ieri da Confindustria le mette in fila: il gap tra fabbisogno di ingegneri "produttori di apparecchiature originali" e il numero di laureati Unimore, attrattività locale da rivedere per via di salari bassi e costo della vita elevato, una filiera e un indotto nel complesso non sufficientemente innovativi.

Spiega in sala Fedeli: "Alfa e Maserati hanno investito qui soprattutto in termini di ricerca e sviluppo, questo perchè immaginavano di trovare nel territorio competenze, giovani che escono dall'Università, indotto come le aziende di servizi e di ingegneria. Che cosa manca e cosa si potrebbe migliorare? Lancio una provocazione: come mai Apple è andata a investire a Napoli invece che a Modena?", si chiede in sala il tecnico Alfa-Maserati. Che continua: "Le aziende investono dove si aspettano di trovare ambienti che portino loro benefici. In cosa si può migliorare qui? L'offerta di ingegneri che escono dall'Università è troppo bassa, anche se adeguata rispetto alla loro preparazione. È un tema generale: con la frammentazione dei corsi di laurea di Ingegneria abbiamo perso una caratteristica fondamentale dell'ingegnere italiano rispetto ai suoi colleghi europei. L'italiano è meno specializzato quando esce dall'Università, ma è molto più preparato da un punto di vista di visione globale, di capacità. Bisogna approfondire e mantenere questa caratteristica". 

Continua a margine del convegno Fedeli: "Modena è attrattiva nel senso che ha un certo numero di imprese che sa realizzare con quello che c'è prodotti immediatamente vendibili, si tratta della cosiddetta visione di sistema. Ma bisogna saper programmare ed entrare nel mondo delle vera innovazione". Il direttore tecnico Alfa-Maserati cita come esempio virtuoso il settore ceramico, che si è rilanciato con l'export. "Le piccole aziende che lavorano nell'automotive finora non hanno avuto l'esigenza di fare questo salto, ma ora è arrivata. O questa cultura si evolve ulteriormente- suona la 'sveglià Fedeli- o le aziende andranno a cercare queste capacità fuori da Modena".

 Al momento, Maserati a livello locale ha pescato competenze fuori Modena al 50%: in città 'tengono' la meccanica e la carrozzeria, meno l'elettronica e gli allestimenti, comparti per i quali ci si rivolge alle altri sedi Fca a Detroit, in Cina, o nella iper specializzata Germania. Così, a Modena si continua a parlare di ricerca: "Nel nostro centro lavorano 800 persone, arriveremo a 1.000 - evidenzia Fedeli - in un biennio". Si incassa pure il progetto di una Academy dei motori in città, caro alla Regione, ma con la giusta cautela: "L'Academy arriva tardi? Niente arriva tardi. La nostra esigenza è avere persone capaci e dalla mente aperta, non che sappiano subito produrre uscite dall'Università. In Germania c'è più integrazione tra Università e imprese...".

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