“Vogliono espellere gli operai sgraditi”, ancora tensione alla Castelfrigo

E' sempre la Cgil a denunciare quanto accade nell'azienda al centro di una delicata vertenza ad inizio anno: “Gli accordi sono un flop, tornano i vigilantes”. Ci sarebbe una raccolta firme per chiedere l'allontanamento dei delegati sindacali

"L'azienda si prepara ad espellere i lavoratori sgraditi". È di nuovo allarme alla Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, la ditta attiva nella lavorazione delle carni che nei mesi scorsi era finita nei testi delle interrogazioni parlamentari, e di un tavolo istituzionale locale ad hoc, per i suoi cattivi rapporti coi lavoratori. Le nuove relazioni sindacali, che si sarebbero dovute aprire dopo la pesante vertenza dello scorso febbraio sulle condizioni di lavoro dei facchini, "stanno fallendo a causa delle rigide procedure regolamentari introdotte dall'azienda e controllate dai vigilantes privati". 

A ciò si aggiungono le recenti lettere di contestazione e la raccolta di firme contro i rappresentanti della Cgil, "nonchè l'impossibilità di svolgere l'assemblea sindacale del 6 giugno scorso", aggiunge lo stesso sindacato in una nota per iniziativa delle sigle Flai e Filt. Le quali riportano che, ad esempio, negli ultimi giorni è comparso un cartello che vieta ai lavoratori di fermarsi in azienda per piu' di 15 minuti, sia all'inizio sia alla fine dell'orario di lavoro. Inoltre, di nuovo "senza alcuna spiegazione", è stato introdotto l'obbligo di entrare a scaglioni ogni cinque minuti e in generale permangono "problemi di discriminazione": la quantità di lavoro disponibile, aggiunge la Cgil, viene divisa in maniera non equa favorendo alcuni lavoratori e penalizzandone altri.

Tuttavia nel mirino, appunto, ci sarebbero i rappresentanti Cgil medesimi, "colpiti da varie lettere di contestazione e da una raccolta di firme, indirizzata a tutte le organizzazioni sindacali, in cui si chiedono le loro dimissioni: tra i firmatari la proprietaria del 33% di Castelfrigo, Cristina Quattrini Donadelli, e vari esponenti della famiglia Ciriesi". Intanto, la direzione aziendale ha anticipato la disdetta parziale del contratto di appalto alle cooperative di manodopera Ilia Da e Work Service, a decorrere dall'1 gennaio 2017 e "quindi sei mesi prima rispetto all'integrale applicazione del contratto nazionale dell'industria alimentare".

(DIRE)

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