Occupazione in calo, soprattuto fra le donne. I dati dell'Osservatorio modenese

Svariati i temi presenti nell'indagine annuale svolta per conto della Cgil. Preoccupa soprattutto la presenza di una fascia ambia di persone scoraggiate e inattive

L'Osservatorio sull'economia e il lavoro in provincia di Modenacurato da Ires Emilia-Romagna per conto della Camera del Lavoro di Modena e giunto quest'anno all'undicesima edizione - fornisce annualmente un quadro aggiornato e il più possibile esaustivo sull'andamento dei principali indicatori economici e delle dinamiche occupazionali e demografiche a livello provinciale, con confronti in serie storica con i livelli regionali e nazionali.

A livello di scenario macro-economico, considerando il PiI e il valore aggiunto, il quadro che emerge per la provincia di Modena presenta tassi di crescita pressoché in linea con quelli dell'Emilia-Romagna, attestata ai primi posti fra le regioni italiane, e superiori a quelli medi nazionali, seppur tutti gli analisti prevedano un rallentamento per il 2019.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, studiato dall'Osservatorio facendo riferi-mento a diverse fonti (Istat, lnps, Siler), fra il 2017 e il 2018 si assiste a una minima flessione dell'occupazione provinciale, in controtendenza rispetto al livello emilianoro-magnolo e nazionale. Tale contrazione dell'occupazione provinciale è piuttosto contenuta e pertanto il numero di occupati a Modena risulta comunque al di sopra di circa 1.500 unità al dato del 2016. Esso rimane poi decisamente superiore - di circa 10mila unità - ai livelli dell'intero periodo 2009-2015 e anche al dato pre-crisi del 2008 (+1,0% così come di quella regionale e nazionale).

La contrazione dell'occupazione dell'ultimo anno è esclusivamente femminile: il numero di donne occupate è diminuito dell'1,9% (oltre 2.650 occupate in meno), mentre per gli uomini si registra un incremento dello 0,9%. Anche se si considera l'ultimo triennio (2016-2018), si nota una diminuzione - seppur più mitigata - per le donne (-0,6%) e un'espansione dell'1,2% per gli uomini.

Presentazione dei dati presso la Camera del Lavoro, le videointerviste

Considerevoli differenze si riscontrano anche distinguendo fra lavoratori dipendenti e indipendenti. Nel 2018, rispetto all'anno precedente, i primi sono aumentati di oltre 4.500 unità (+1,9%), mentre i secondi hanno continuato a diminuire (oltre 5.700 unità in meno, —8,4%). Se poi si considera l'intero decennio 2008-2018, i lavoratori auto-nomi si sono ridotti di un quarto (-26,7%), mentre i dipendenti sono aumentati dell'11,4%.

Come conseguenza della leggera diminuzione degli occupati, si registra un lieve peggioramento del tasso di occupazione, che passa dal 69,1% del 2017 al 69,0% del 2018, mentre migliora di un punto percentuale a livello regionale (dal 68,6% al 69,6%). Per la provincia si interrompe così la tendenza all'aumento del tasso di occupazione iniziata nel 2015 e proseguita fino al 2017. Parallelamente alla (minima) diminuzione dell'occupazione, nel 2018 nella provincia di Modena si assiste anche a una flessione della disoccupazione, che si traduce in un miglioramento del relativo tasso di disoccupazione, che passa dal 7,1% del 2017 al 6,0% del 2018 (in parallelo si registra un miglioramento - seppur più contenuto - anche del tasso emiliano-romagnolo, che scende dal 6,5 al 5,9%). Anche se va precisato che mentre per l'Emilia-Romagna si è osservata una riduzione del tasso di disoccupazione continuativa dal 2013 al 2018, per la provincia di Modena il miglioramento dell'ultimo anno segue al netto aumento registrato fra il 2016 e il 2017 (dal 6,6 al 7,1%). Il tasso provinciale sta difatti proseguendo questo andamento altalenante che lo caratterizza da diversi anni. Esso rimane comunque decisamente più elevato dei livelli del periodo pre-crisi, quando non aveva mai superato il 4%.

Va precisato che il tasso provinciale è leggermente più critico — cioè più elevato — di quello regionale solo per la componente femminile (7,7% contro 7,3%), ma non per la componente maschile (attestato al 4,7% al pari del tasso emiliano-romagnolo). Si deve inoltre aggiungere che la diminuzione nel 2018 della disoccupazione non si ritrova nel tasso di disoccupazione giovanile, in peggioramento per la fascia dei 15- 24enni (mentre risulta in miglioramento quello della fascia d'età 25-34 anni). Va infine sottolineato che nell'ultimo anno, nella provincia di Modena, è cresciuto di oltre 4.200 unità (+3,7%) il numero degli inattivi di 15-64 anni. Si tratta di un incremento in controtendenza rispetto a quanto osservato a livello regionale, dove le persone inattive diminuiscono del 2%. Di fatto, la provincia torna così sui livelli di inattivi del 2012 e altresì del 2008, mentre l'Emilia-Romagna nel 2018 si colloca ben al di sotto di quei livelli.

Per la provincia di Modena, dunque, nell'ultimo anno si assiste a una riduzione sia degli occupati che, soprattutto, dei disoccupati, con un travaso verso lo stato di inattività (oltre 4.300 inattivi in più). È dunque presente una quota di popolazione in età lavorativa scoraggiata (persone in età lavorativa che, pur privi di un'occupazione, non sono alla ricerca attiva di un lavoro ma che sarebbero disposti a lavorare). Se ai disoccupati ufficiali rilevati dall'Istat si aggiungono questi cosiddetti scoraggiati, si ottiene il cosiddetto tasso di mancata partecipazione, che risulta a Modena pari a 10,4% (10,0% a livello regionale).

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