Trasferimenti entro 30 km e incentivi all'esodo: il piano di Coop per gli esuberi

I sindacati hanno raggiunto un accordo con Coop Alleanza 3.0 sul piano di ristrutturazione. Entro il 2012 chiuderanno i battenti diverse articolazioni del gruppo in varie regioni

Non opposizione al licenziamento con un incentivo all'esodo di 40.000 euro (per i dipendenti al quarto livello e full time, ma la cifra fa da riferimento per parametrarla e proporzionarla per i part-time) e ricollocazione in altri negozi della rete commerciale entro i 30 chilometri dal domicilio di ciascun lavoratore. E se il trasferimento va oltre questa distanza, si può accedere all'incentivo all'esodo. Sono i meccanismi trovati per attutire gli esuberi venuti a galla in Coop Alleanza 3.0: ben 507 unità di personale sparse tra Castenaso (Bologna), Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Mirano e Pordenone e attivi nella rete di vendita in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia. 

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno trovato venerdì scorso una quadra con l'azienda che appunto stanzia soldi per chi decide di uscire da Coop Alleanza e fissa altri meccanismi. Ad esempio, in caso di attribuzione a mansioni inferiori dei lavoratori in esubero, che non avessero precedentemente aderito al piano di incentivazione, l'azienda, dopo averne discusso con i sindacati, si è impegnata a destinare l'addetto alle mansioni del livello di appartenenza. Il segretario nazionale della Fisascat, Vincenzo Dell'Orefice, evidenzia che "l'accordo ha quale leva principale la ricollocazione del personale presso la rete vendita e in subordine la risoluzione incentivata dei rapporti di lavoro. Con questa scelta netta le parti hanno voluto garantire, anche in una fase delicata e complessa che l'impresa cooperativa sta attraversano, la continuità occupazionale prima di ogni altra strada".

L'intesa Coop Alleanza-sindacati si concentra appunto anche rispetto alle distanze chilometriche che i lavoratori dovranno percorrere dopo la ricollocazione, introducendo il principio che i negozi da proporre a ciascun dipendente dovranno essere il piu' possibile vicini a dove vivono e assicurando l'incentivo all'esodo per chi dovesse spostarsi oltre i 30 chilometri. "Un principio di fondamentale importanza- afferma Dell'Orefice- in quanto la legge attualmente prevede il riconoscimento del diritto alla Naspi qualora la risoluzione consensuale intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici". 

Solo poche settimane fa le parti avevano siglato il protocollo di intesa per la gestione della riorganizzazione annunciata da Coop Allenza 3.0 che prosegue con il piano di dismissioni avviato nel 2018 con la chiusura delle sedi secondarie; nel 2019, dopo la chiusura della sede di Ravenna, abbasserà la saracinesca la sede siciliana; entro il 2021 chiuderanno i battenti le articolazioni amministrative secondarie presenti in Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia.

(DIRE)

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