Poic, il giudizio delle associazioni resta complessivamente negativo

Confesercenti, Ascom-Confcommercio Fam, Licom Lapam e Cna: "L’impegno del Presidente della Provincia ha consentito di riaprire un confronto che auspichiamo produca risultati più significativi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

L’impegno profuso dal presidente della provincia Emilio Sabattini ha consentito di riaprire un confronto sul nuovo POIC, che si era interrotto a causa di chiusure e rigidità manifestate da diversi soggetti al momento della conclusione dei lavori della Conferenza di Pianificazione. Va inoltre evidenziato l’esito degli incontri con i sindaci dei Comuni direttamente interessati da nuovi insediamenti di grandi strutture commerciali che ha portato alla sottoscrizione di un patto che prevede la riduzione di alcune superfici, riduzioni comunque assolutamente insufficienti, oltre alla destinazione degli oneri di urbanizzazione a favore di politiche di sostegno della rete delle piccole imprese commerciali ed altri impegni volti alla valorizzazione del sistema delle PMI.

Nel complesso resta però negativo il giudizio di Confesercenti, Ascom-Confcommercio Fam, Licom Lapam e CNA.Com e non si attenua la forte preoccupazione rispetto all’impatto che potranno avere sulla rete commerciale la realizzazione di una nuova grande struttura extra alimentare, seppur ridotta da 10.000 a 7.000 mq, a Modena, in via Morandi e di una struttura alimentare ed extra alimentare di 5.000 mq a Soliera anche
con una riduzione di 500 mq nella parte alimentare.
 
Per le quattro Associazioni imprenditoriali l’assunto di riferimento rimane quello riportato con grande chiarezza nel Documento Preliminare del POIC secondo il quale la rete commerciale nella provincia di Modena è attualmente equilibrata ed efficiente. Va perciò ribadito che la previsione di nuove grandi strutture di vendita come quelle di Modena e Soliera, peraltro in un contesto di persistente crisi e di calo dei consumi, metterebbe seriamente a rischio la tenuta di un intero sistema di imprese commerciali e la qualità e vitalità dei centri storici e di diversi quartieri delle città che si vedrebbero svuotati di servizi apprezzati dalla gente.
 
Guardano al futuro prossimo Confcommercio, Confesercenti, Lapam-Licom e CNA.Com confidano nella prosecuzione di un confronto che possa portare ad un’ulteriore riduzione delle superfici oggi programmate. A tal proposito, dedichiamo molta attenzione alla disponibilità del sindaco Giorgio Pighi ad approfondire il tema l’insediamento di via Morandi, manifestata in occasione della consegna delle firme raccolte dalle quattro associazioni.
 
Altro importante capitolo che resta da approfondire riguarda l’impegno a destinare una quota percentuale delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Le Associazioni imprenditoriali chiedono in particolare che nell’accordo tra Comuni e Provincia la quota a sostegno di progetti di innovazione e valorizzazione della rete commerciale delle piccole e medie imprese non sia inferiore al 40%, con particolare riferimento ai comuni che ospiteranno grandi strutture.
 
Vi sono poi altre questioni significative che vanno meglio approfondite sul piano normativo. La prosecuzione del confronto con la Provincia dovrà affrontare il tema della strumentazione urbanistica attraverso la quale porre dei limiti merceologici in alcune grandi strutture, a partire da Via Morandi in particolare, tali da limitare al massimo l’impatto sulla rete esistente. In secondo luogo la volontà di impedire l’insediamento di
superfici alimentari in aree industriali dismesse dovrà essere esplicitata puntualmente dalle indicazioni normative rispetto alle quali subordiniamo il nostro giudizio.
 
Occorre poi meglio approfondire l’impegno assunto con il patto tra Provincia e Comuni a subordinare l’autorizzazione di medio grandi superfici di vendita, alla preventiva valutazione dell’impatto che avranno le nuove opere viarie che saranno realizzate nel territorio provinciale.
 
Rimangono quindi diversi punti che dovranno essere oggetto di confronto di merito, nonché di approfondimento normativo, concludono Confesercenti, Ascom-Confcommercio Fam, Licom Lapam e CNA.Com, per poter esprimere una valutazione finale.
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