Economia terremotata, in regione un danno da oltre 8 miliardi

Il rapporto Ires, presentato in un convegno promosso dalla Cgil di Modena, parla di cifre devastanti per l'economia del cratere emiliano: 8,25 miliardi di danni stimati. Un posto di lavoro su tre perso nell'ultimo anno a causa del terremoto

A causa del sisma che ha colpito l'Emilia nel maggio del 2012, la regione ha sopportato un danno diretto di circa 6 miliardi di euro: il danno complessivo indotto sull'intera economia emiliano romagnola, però, è stimato in 8,25 miliardi di euro. A mettere in fila cifre e stime è una una indagine dell'Ires Emilia-Romagna secondo cui, lo scorso anno, su 14.300 posti di lavoro persi complessivamente nell'intera regione, 4.800 - dei quali 2.779 solo nell'area del 'cratere' - sono spariti per colpa del terremoto. 

Dopo le anticipazioni della scorsa settimana, la ricerca è stata distribuita, a Modena, in occasione del convegno promosso dalla Cgil regionale, intitolato 'Piano per il lavoro: dalle aree terremotate un nuovo modello di sviluppo'. Tra i settori maggiormente colpiti vi sono il commercio, l'agroalimentare e il meccanico e, a soffrire di più le piccole e medie imprese rispetto alle grandi. 

Tornando al calo delle assunzioni nel 2012 - viene sottolineato ancora nello studio da Ires Emilia-Romagna - questo è stato superiore alla media regionale (-4,9% nel cratere, contro il -4,4% a livello regionale) a causa dell'incertezza delle prospettive di mercato. Allo scorso 30 giugno, inoltre, l'uso degli ammortizzatori sociali con 'causale sisma' è ammontato a poco più di 3,7 milioni di ore che corrispondono all'1,9% del totale degli ammortizzatori sociali usati in tutta la regione. E per ripartire e fare fronte alle difficoltà arrecate dal terremoto abbattutosi sull'Emilia, a giudizio dell'Ires regionale, occorre “avere un territorio il più coeso possibile, con la convergenza delle differenti comunità di interesse presenti e l'adozione di percorsi partecipativi strutturali e deliberativi”. 

In pratica, suggerisce lo studio, un "Patto territoriale che ponga al centro un modello di ricostruzione innovativo e che sia in grado di assecondare la variabilità e la dinamicità delle future geometrie istituzionali e del mondo del lavoro". All'incontro modenese hanno partecipato, tra gli altri, Vincenzo Colla, segretario generale Cgil regionale; Giovanni Monti, presidente Lega Coop Emilia-Romagna; Maurizio Marchesini, presidente Confindustria Emilia Romagna; Vasco Errani, presidente della Regione nonché commissario straordinario per il terremoto e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. (ANSA) 

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