Il sondaggio | Welfare aziendale, i modenesi chiedono sconti e servizi salva-tempo

La maggior parte è disponibile a premi di produttività convertiti in servizi di Welfare aziendale. I risultati della ricerca condotta tra 470 dipendenti di 50 imprese modenesi

Chiedono innanzitutto convenzioni e sconti presso negozi, per cultura e viaggi, sport e tempo libero, oltre che per il nido del figlio e per corsi di formazione. La maggior parte dei dipendenti (68%) si dichiara inoltre disponibile a ricevere un premio di produttività o un aumento di retribuzione convertito in Welfare aziendale. E il 65 per cento sono anche disponibili a mettere a disposizione tempo e competenze a servizio di progetti per la comunità promossi dall’azienda, in particolare negli ambiti di recupero scolastico, cucina, sport, lingue e informatica.

Sono alcuni dei risultati emersi dall’indagine di Welfare Aziendale-Territoriale nel territorio modenese “Fabbisogni e servizi per dipendenti e imprese in rete” condotta tra i dipendenti di 50 aziende modenesi.

I risultati della ricerca, nell’ambito del progetto Rete Welfare Aziendale-Territoriale Modena, sono stati presentati giovedì 10 maggio presso il Memo. Al pomeriggio è intervenuta anche Giuliana Urbelli, assessore al Welfare del Comune di Modena che con Focus Lab promuove il progetto Rete Welfare Aziendale-Territoriale Modena, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Il progetto è promosso in partnership con la provincia di Modena e vede l’adesione di Camera di Commercio, CNA e Confesercenti.

“Sono più di 50 – afferma Urbelli – le aziende che, con oltre 500 dipendenti, hanno risposto all'indagine che abbiamo promosso. Un interesse dimostrato anche dalle associazioni di categoria a conferma che il ruolo del player pubblico è rilevante nel mettere in rete opportunità ed esperienze di welfare aziendale, e può promuovere una piattaforma territoriale di domanda e offerta di servizi in cui anche il welfare modenese può creare partnership di qualità, come ad esempio sui servizi per la non autosufficienza, intercettando le ingenti risorse stanziate a livello nazionale”.

L’indagine, la prima sul tema in provincia di Modena e su scala regionale, si è svolta nel mese di aprile e ha coinvolto 50 imprese di varie dimensioni rappresentative di 13 filiere produttive, raccogliendo il punto di vista di 50 responsabili Risorse Umane e di 470 dipendenti. Il 60 per cento del campione era costituito da dipendenti donne e il 51 per cento con età dai 35 ai 50 anni.

Gli ambiti di indagine riguardano le aree che rientrano nel nuovo approccio di cosiddetto Welfare Aziendale, ossia l’insieme di servizi che un’azienda può offrire ai dipendenti su diverse aree.

Per l’area Salva-Tempo i dipendenti ascoltati riterrebbero utile avere in azienda un servizio di consegna pacchi e, in seconda istanza, una mensa aziendale, la possibilità di sbrigare pratiche personali e uno sportello medico, un servizio lavanderia e uno spazio cucina, un servizio di spesa pronta e, in quest’ordine tra le preferenze, un servizio di car-pooling aziendale.  Nell’area dei Servizi alla persona, complessivamente tra quelle che raccoglie maggiori consensi, i dipendenti coinvolti prediligono palestra e spazi benessere, ma anche servizi di cura a domicilio per gli anziani, centri estivi e prevenzione della salute. E in ambito di Previdenza e sanità chiedono innanzitutto convenzioni per prestazioni sanitarie.

Flessibilità negli orari è la richiesta che va per la maggiore in ambito Conciliazione vita-lavoro, a seguire possibilità di lavoro agile (Smart Working). Per l’area Sviluppo competenze si guarda con favore soprattutto alla Formazione oltre gli obblighi, mentre per l’Area Welfare Territoriale da parte delle imprese agli eventi culturali e ricreativi.

La maggior parte dei dipendenti (68%) si dichiara disponibile a ricevere un premio di produttività o un aumento di retribuzione convertito in Welfare Aziendale. Emerge inoltre che i dipendenti partecipanti sono disponibili in maggioranza (65%) a mettere a disposizione il proprio tempo e competenze a servizio di progetti per la comunità promossi dall’azienda, su almeno 12 ambiti di attività, in particolare: recupero scolastico, cucina, sport, lingue, informatica.

A fronte delle richieste, complessivamente il 63% degli intervistati assegna un voto positivo all’attuale offerta di servizi, anche se di questi solo il 10% la ritiene buona (34% sufficiente, 19% discreta), mentre un altro 37 % la reputa scarsa.

In sintesi, le pratiche in corso di Welfare Aziendale delle imprese coinvolte riguardano principalmente convenzioni e sconti con esercizi commerciali, azioni di conciliazione vita-lavoro, formazione e servizi salva-tempo. Molte ridotte le azioni per Servizi alla persona,  previdenza e sanità e azioni per il Welfare Territoriale.

“I risultati emersi – affermano gli organizzatori di Fab Lab - sono rilevanti per conoscere meglio pratiche, percezioni, bisogni e implicazioni di fronte alle nuove sfide per il Welfare pubblico e per le imprese, in un’ottica di Welfare di Comunità, e permetteranno successivamente di incrociare la domanda e offerta di servizi di Welfare Aziendale-Territoriale da parte di vari soggetti del territorio, sia pubblici che privati che del no-profit, interessati ad azioni di miglioramento del benessere in azienda, sperimentando convenzioni e servizi dedicati in rete”.

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