Sciopero Funzione Pubblica, scendono in strada anche gli infermieri

Mauro De Ceglie, segretario provinciale Nursind, annuncia l'astensione dal lavoro degli iscritti alla sigla sindacale del personale infermiestico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

La scrivente organizzazione sindacale del Comparto Sanità, in dissenso con i contenuti del Decreto Legge 6/12/2011 n. 201 che mira a colpire le fasce più deboli dei cittadini e dei lavoratori, ed in particolare il personale del comparto sanità dove si vivono quotidianamente da parte degli infermieri situazioni di perenne riorganizzazioni e demansionamento per la carenza di personale.

L’art. 6 del DL abroga gli istituti dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. Coloro che subiscono infortuni sul lavoro o malattie professionali mantengono in essere la sola tutela assicurata dall’INAIL e nulla più. Questo per la nostra categoria non è assolutamente accettabile, giusto ed equo!

L’innalzamento dell’età pensionabile, soprattutto per le donne, mette in ginocchio una professione costituita per l’80% da personale femminile. Come è pensabile che dopo 60 anni di età ci siano ancora energie fisiche, di attenzione e di compensazione dello stress legato a situazioni da gestire inerenti la salute umana? Gli infermieri “godono” in questo momento dei salari più bassi d’Europa, a questo si aggiunge anche il blocco contrattuale fino al 2014, il blocco della retribuzione, ed il taglio dei fondi per la formazione obbligatoria.

Infine, nella speranza delle liberalizzazioni, non possiamo non notare che la nostra professione si vede ancora limitata nell’esercizio della propria professione all’esclusività di rapporto con la pubblica amministrazione che auspichiamo venga superata. Per questi motivi la scrivente organizzazione sindacale aderisce allo sciopero indetto dalla Confederazione CGU per l’intera giornata lavorativa del 19 dicembre 2011 rispettando gli accordi nazionali e aziendali vigenti in tema di garanzia dei servizi minimi essenziali ai cittadini.

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