Licenziamento per 30 lavoratori su 50, sciopero permanente alla Vapor Europe

Grande mobilitazione per l'azienda di Sassuolo, che nei piani della proprietà prevede un ridimensionamento significativo con lo stop della produzione

I lavoratori della ditta Vapor Europe di Sassuolo assieme alla Fiom-Cgil ed alla Fim-Cisl hanno proclamato lo sciopero ed il presidio permanente davanti allo stabilimento di via Regina Pacis in risposta alla decisione aziendale di aprire le procedure per licenziare 30 dei 50 dipendenti.

Vapor Europe, ditta di Sassuolo produttrice di porte per Treni e Metro, è parte della multinazionale americana Wabtec che di recente ha acquisito la multinazionale francese Faiveley. La scelta di licenziare immediatamente oltre la metà dei dipendenti assieme all'intenzione di rinunciare alla produzione di primi impianti, relegando il sito alla mera assistenza after market, lasciano intuire che il futuro di Vapor Europe è segnato.

"I lavoratori di Vapor Europe sono vittima delle logiche di bilancio di una multinazionale che non si fa alcuno scrupolo a gettare in mezzo alla strada decine di lavoratori pur di salvaguardare i propri lauti profitti. Infatti Wabtec, dopo la fusione con Faiveley, ha trasferito in Repubblica Ceca la produzione delle porte MP14 assegnate inizialmente a Vapor Europe e che avrebbe garantito lavoro per i prossimi 10 anni almeno - spiegano i sindacati - Ma i lavoratori sono anche vittima delle scelte di una politica locale, regionale e nazionale che fino ad ora non ha voluto inserire nei bandi di gara di Trenitalia alcun vincolo cosiddetto di Local Content, che cioè garantisca la produzione di almeno parte dei treni in Italia, così come avviene in altri paesi come per esempio la Francia. Questa mancanza ha permesso di far vincere le ultime gare di Trenitalia, compresa quella per gli 89 treni che verranno impiegati nel trasporto locale dell'Emilia Romagna di cui ha parlato il presidente della regione Stefano Bonacini non più tardi di 4 giorni fa, a ditte che produrranno le porte in Ungheria anziché a Sassuolo".

Lavoratori e sindacati si rivolgono ad entrambi i responsabili di questa situazione, la multinazionale Wabtec e la politica regionale e nazionale, per impedire che si arrivi al licenziamento di 30 lavoratori e all'inesorabile chiusura prossima del sito produttivo di Sassuolo. "Rivendichiamo la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e la difesa del sito produttivo attraverso un nuovo e credibile piano di rilancio industriale. I lavoratori, la RSU, Fiom e Fim auspicano che già dall'incontro di domani pomeriggio alle 16 con il sindaco di Sassuolo possa iniziare un percorso che porti a questo risultato".

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