Maserati premia gli operai di Grugliasco, sciopero nello stabilimento di Modena

I sindacati sbottano contro la scelta del Tridente, che concede un bonus di 300 euro soltanto ai dipendenti impiegati nello stabilimento piemontese. Proclamato uno sciopero per lunedì 19 gennaio

Scompiglio sotto le insegne del Tridente. Già il mese scorso era trapelata la notizia di un riconoscimento economico devoluto dalla azienda a tutti i lavoratori Maserati  di Grugliasco, lo stabilimenti piemontese del marchio. Una scelta che aveva fatto sorgere molti interrogativi tra i dipendenti di Modena e tra le rispettive rappresentanze sindacali.

In via Divisione Acqui ci si chiedeva giustamente se tale premio sarebbe stato riconosciuto anche a loro, essendo notoriamente impegnati in attività di progetto, industrializzazione, qualità, rete vendita e assistenza a tali modelli. Trattandosi di benefit erogato unilateralmente dall’impresa, non contrattato con nessun sindacato, e  non essendo un fatto dovuto,  gli operai modenesi non si sarebbero infatti aspettati  la scelta di discriminare i lavoratori sulla base dell’appartenenza ad un plant rispetto ad un altro.

Eppure così è stato. L’ erogazione liberale per i lavoratori di Modena non c’è stata e non ci sarà, nonostante le richieste e le pressioni dei sindacati e delle Rsa. “Solo una politica industriale sorda e miope – sbottano i rappresentanti dei lavoratori - non può non vedere un intreccio stretto tra chi sostiene da 100 anni il brand e stabilimenti produttivi che, utilizzano a pieno le conoscenze e le esperienze tecniche di chi produce da anni autovetture di lusso, senza le quali, non si sarebbe andati da nessuna parte. Sono anni che Maserati Modena contribuisce alla realizzazione degli utili al gruppo. Una buona parte degli investimenti realizzati a Grugliasco sono frutto dei realizzi di modelli di grande successo come il primo Quattroporte, il Coupè e il Cabrio”.

Una scelta definita “ingiustificabile e diniqua”, alla quale i sindacati hanno deciso di replicare con uno sciopero. Lunedì 19 gennaio infatti le tute blu incroceranno le braccia in segno di protesta. Prima toccherà agli aderenti alla Fiom/Cgil, che si troveranno davanti ai cancelli dell'azienda già alle 7.30 del mattino e per le successive quattro ore. Poi saranno poi raggiunti da Fim Cisl Uilm Uil Fismic Confsal, che sciopereranno solamente dalle 8 alle 10. L'idea di un'iniziativa unitaria è infatti sfumata.

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