Contratto metalmeccanici, sciopero e manifestazione davanti a Confindustria

Anche a Modena il prossimo 20 aprile le tute blu protesteranno davanti alla sede degli industriali per chiedere condizioni più favorevole, finora negate nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica

Si prevedono alcune centinaia di lavoratori metalmeccanici al presidio di mercoledì prossimo 20 aprile davanti alla sede di Confindustria Modena, in via Bellinzona, a partire dalle ore 9.30 per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Federmeccanica.  La manifestazione modenese rientra nelle azioni di mobilitazione messe in campo per lo sciopero nazionale proclamato unitariamente da Fim/Cisl Fiom/Cgil Uilm/Uil di 4 ore (le prime 4 ore per i giornalieri, le ultime 4 ore per i turnisti) per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica che a Modena è certamente il più esteso e interessa oltre 20.000 addetti. 

“Innanzitutto – ha spiegato Pizzolla – Federmeccanica vuole restringere il perimetro d’applicazione del CCNL, non vuole dare aumenti a tutti i lavatori, ma i pochi aumenti che è disposta a concedere (ben al di sotto delle richieste nelle piattaforme delle tre federazioni) sarebbero applicabili solo al 5% dei lavoratori, ovvero solo a quelli con i minimi tabellari, ma non a chi ha già premi di produzione, scatti di anzianità, super minimi individuali, ecc..”. In pratica Federmeccanica vorrebbe assorbire queste voci accessorie negli aumenti nazionali, “cancellando di fatto i 2 livelli di contrattazione  - nazionale e aziendale – che non si sommano più come oggi, ma un livello mangia l’altro e ne rimane uno solo” ha spiegato il segretario della Fiom. 

Le posizioni dunque rimangono distanti su salario e orario. “Sapevamo che la trattativa era difficile” ha aggiunto Alberto Zanetti della Uilm/Uil. Dopo 10-12 incontri, in ristretta e in plenaria, le trattative si sono arenate e “Federmeccanica è ferma sulle sue posizioni di voler cambiare il modello con cui si sono rinnovati tutti i contratti dal 1993 ad oggi” ha proseguito Zanetti. A parte i chimici, gli alimentaristi e i bancari che hanno da poco rinnovato i contratti, tutti gli altri settori sono esposti al rischio del nuovo modello contrattuale che Federmeccanica sta cercando di imporre, visto che la stessa Confindustria lo ha indicato come il modello possibile per i futuri rinnovi. 

“La posizione di Federmeccanica è singolare e intransigente - ha aggiunto Claudio Mattiello della Fim/Cisl - mette in discussione il doppio livello di contrattazione con la tutela del potere acquisto da parte del CCNL nazionale e la redistribuzione della produttività a livello aziendale”. “La posizione di Federmeccanica abbassa le richieste economiche e mette in discussione la nostra rappresentanza nelle aziende – spiega Mattiello - perché limita il potere contrattuale. Non  accettiamo questa impostazione, e le nostre richieste anche se con piattaforme diverse, sono unificate sul modello contrattuale. Non molleremo e non daremo l’alibi di mollare il tavolo, se necessario continueremo nella lotta”. 

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