Sciopero del commercio a Pasqua. "E lunedì non andate a lavorare"

I sindacati tornano alla carica contro le aperture festive di centri commerciali e negozi, invitando i dipendenti ad astenersi dal lavoro.

Di anno in anno, di festa in festa, prosegue la battaglia dei sindacati italiani per invertire la rotta delle liberalizzazione degli orari del commercio, che hanno portato all'apertura dei negozi - in particolar modo dei puermercati - anche durante le festività civili e religiose, contenute solo da scelte autonome delle imprese o da deboli protocolli locali. Anche nelle giornate festive pasquali di questa settimana, dunque, Cgil Cisl e Uil  regionali proclamano uno sciopero per il giorno 1 Aprile e l'astensione dal lavoro per il 2 Aprile , invitando i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad aderire e a non recarsi al lavoro a pasquetta.

"La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori - ribadiscono le sigle sindacali - Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l'eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo".

La discussione politica sul tema, nell’ultima legislatura, si è fermata alla X° Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, con un articolato normativo che se da una parte permetteva agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveva  il problema.

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"Le liberalizzazioni sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, non creano nuova occupazione, producono dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari ben poco concilianti con le necessità di riposo - attaccano Cgil Cisl e Uil - Per queste ragioni, le Segreterie regionali invitano i/le lavoratrici/tori ad astenersi dal lavoro per tutto il turno di lavoro delle festività sopra riportate,  ricordando ai lavoratori che sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione  potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione".

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