Raffaele Bonanni a Modena per presentare il libro sulla storia della Cisl provinciale

Il segretario nazionale Cisl ha curato la prefazione al libro "La Cisl di Modena" negli anni '50, presentato oggi pomeriggio in città alla presenza dello storico della Cisl Guido Baglioni e del segretario provinciale William Ballotta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

«Anche a distanza di mezzo secolo restano inalterate le ragioni che dividono il movimento sindacale. Da una parte c’è la Cisl, con la sua concezione di società aperta fondata sul protagonismo delle persone, la responsabilità del sindacato e la necessità della mediazione sociale. Dall’altra parte c’è un’idea di sindacato antagonista che fa della lotta politica il proprio fondamento, non ricerca mai gli accordi, corteggia i movimenti, sfugge alle proprie responsabilità di grande corpo collettivo».

Lo scrive il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni nella prefazione al libro La Cisl di Modena negli anni 50, presentato oggi pomeriggio in città alla presenza dello stesso Bonanni, dello storico della Cisl Guido Baglioni e del segretario provinciale Cisl William Ballotta. Realizzato dagli ex segretari provinciali Cisl Giancarlo Bernini e Antonio Guerzoni, il volume racconta la storia della Cisl modenese (nata il 1° maggio 1950) attraverso i manifesti e documenti realizzati da Ermanno Gorrieri e dagli altri “padri fondatori” del sindacato di ispirazione cristiana.

«Rileggere oggi questo materiale significa riscoprire le nostre radici, capire da dove veniamo, dove stiamo andando e perché - afferma il segretario provinciale della Cisl, William Ballotta - Da quei manifesti degli anni Cinquanta e Sessanta emerge tutta la differenza tra il nostro modo di essere e fare sindacato rispetto ad altre organizzazioni. Per certi versi anche a Modena queste differenze resistono al tempo e alle lezioni della storia; sono cambiate le persone, ma non la concezione di un certo sindacalismo. Certo, - continua Ballotta - oggi nessuno si sognerebbe più di distinguere i lavoratori in “comunisti”, “socialisti” e “democratici”.

Tuttavia, soprattutto in qualche assemblea, qualcuno arriva ancora ad accusare la Cisl di essere poco “politica”, di contrattare sempre e comunque, di voler superare i conflitti sociali. Negli anni Cinquanta ci voleva un bel fegato per rappresentare e difendere le posizioni della Cisl, affiggere i nostri manifesti e distribuire i nostri volantini. Oggi certamente, il clima è più disteso, anche se le contrapposizioni restano. Ecco perché questo libro, oltre che interessante, risulta prezioso per chi, come noi, - conclude il segretario provinciale della Cisl - cerca ogni giorno di tenere alta la bandiera e gli ideali Cisl nei luoghi di lavoro e nella società».

Torna su
ModenaToday è in caricamento